Parlamentarie M5s, è caos Cotti escluso a sorpresa
di Umberto Aime
Gli autocandidati passati da 340 a 258: fuori il senatore cagliaritano uscente Il coordinatore Puddu: «Possibili comportamenti non in linea col movimento»
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CAGLIARI. Il filosofo Rousseau non ha vegliato dall’alto, come invece avrebbe dovuto, sulla piattaforma dedicatagli dai Cinque stelle. Da subito, sin dal primo giorno delle Parlamentarie, il voto on line s’è inchiodato anche in Sardegna. Ma prima dell’annunciato e scontato blocco, «è la dimostrazione di quanti siano numerosi e appassionati i nostri iscritti», la replica ufficiale, una rivelazione c’è stata ed è clamorosa. Roberto Cotti, cagliaritano e senatore uscente, non è fra i 194 autocandidati nel collegio proporzionale regionale. Alla vigilia, almeno così’ pare, sarebbe stato tagliato dallo staff nazionale, che ha dimezzato i 340 aspiranti sardi per 12 posti in palio fra Camera e Senato nei collegi con le liste bloccate. È sicuro: il suo nome non c’è, nonostante – va ricordato – all’inaugurazione del 2013 fosse salito alla ribalta per il suo arrivo in bicicletta a Palazzo Madama, indossando tra l’altro una vistosa giacca arcobaleno. Contattato, al telefono, il senatore che sperava in un secondo mandato, non s’è lasciato travolgere dalla rabbia. «Non posso dire nulla, c’è un voto nazionale in corso. Semmai ci risentiremo quando le Parlamentarie saranno chiuse». Tanto di cappello, all’escluso, avrebbe potuto gettare dosi massicce di veleno sugli aguzzini, non l’ha fatto: complimenti. Ma che cos’è accaduto, in questi giorni? S’è stato inutile sollecitare la piattaforma con delle mail, il referente regionale per le Parlamentarie, Mario Puddu, una risposta educata l’ha data. «Posso solo ipotizzare che lo staff del capo politico, nel vagliare le autocandidature, abbia fatto le sue valutazioni sulla base di segnalazioni ricevute, anche in riferimento a possibili comportamenti non in linea con la filosofia del movimento e deciso di conseguenza». Quali potrebbero essere state queste segnalazioni, su cosa e da parte di chi? È un mistero dall’inizio alla fine, e solo il diretto interessato, Cotti, potrà chiarirlo, se vorrà, perché aspettarsi una spiegazione dallo staff sarebbe troppo.
Novanta gli esclusi. Ai nastri di partenza gli autocandidati sardi erano 340, una novantina sono stati falciati da Roma prima che scattassero le Parlamentarie, sono rimasti in 258. Molti dei tagliati in corsa ed è stato così anche per Cotti, l’hanno scoperto solo quando sui computer degli iscritti sono apparse le schedine degli ammessi: foto, nome e cognome, età, professione, breve curriculum. Sono 32 a testa nei due collegi proporzionali di Nuoro-Sassari-Olbia e di Oristano-Iglesias-Cagliari, con appena quattro donne in corsa, per gli otto posti della Camera. Quel 32 che si ripete da Nord a Sud non può essere un caso: probabilmente è stata quella soglia imposta dallo staff. Al Senato, dove gli autocandidati dovevano avere per regolamento dai 35 anni in su, gli aspiranti sono invece 194, 30 le donne Anche in questo caso sono solo quattro i posti nella lista per il collegio unico regionale in cui saranno eletti cinque senatori.
Le curiosità. Se si escludono i deputati uscenti Emanuela Corda e Andrea Vallascas, nel collegio del Centro-sud, il resto dell’esercito è formato soprattutto da attivisti usciti allo scoperto per le Parlamentarie e quindi semplici cittadini, è questo un orgoglio del Movimento, e non personaggi noti. L’elenco sarebbe lunghissimo, ma con un po’ di pazienza, se si riesce ad azzeccare lo spiraglio giusto per entrare nella piattaforma, sono immortalati sulle pagine delle Parlamentarie.
Il voto. Oggi è il secondo giorno delle primarie on line, sempre dalle 10 alle 21, ma potrebbe essercene un terzo, domani mattina fino a mezzogiorno, per dare una possibilità ai ritardatari e a chi è rimasto imprigionato nella confusione delle prime ore. Va ricordato: ogni iscritto potrà esprimere massimo tre preferenze per la Camera e altrettante per il Senato, ma potrà votare solo gli autocandidati nel collegio proporzionale in cui ha la residenza. Sarà invece lo staff, pare Di Maio in persona, a scegliere i candidati nei collegi uninominali, sono nove in Sardegna fra le due Camere. Questi prescelti non passeranno attraverso la selezione delle Parlamentarie e il privilegio ha scatenato subito un putiferio nei forum del Movimento.
L’ultimo sondaggio. Una tabella ufficiosa gira da giorni nelle stanze della politica e accredita sempre i Cinque stelle del primo posto fra i partiti. Al secondo posto, Forza Italia alla guida del centrodestra, al terzo il Pd e la coalizione di centrosinistra. Nei collegi uninominali, senza però conoscere ancora i nomi dei candidati, il Movimento è dato vittorioso in tre su sei alla Camera, gli altri tre andrebbero al centrodestra, e in uno o due su tre al Senato. Nel proporzionale la forchetta possibile dovrebbe essere questa: dai tre ai cinque deputati e due senatori per Il Movimento, quattro gli eletti in tutto dal centrodestra e tre dal centrosinistra.
Novanta gli esclusi. Ai nastri di partenza gli autocandidati sardi erano 340, una novantina sono stati falciati da Roma prima che scattassero le Parlamentarie, sono rimasti in 258. Molti dei tagliati in corsa ed è stato così anche per Cotti, l’hanno scoperto solo quando sui computer degli iscritti sono apparse le schedine degli ammessi: foto, nome e cognome, età, professione, breve curriculum. Sono 32 a testa nei due collegi proporzionali di Nuoro-Sassari-Olbia e di Oristano-Iglesias-Cagliari, con appena quattro donne in corsa, per gli otto posti della Camera. Quel 32 che si ripete da Nord a Sud non può essere un caso: probabilmente è stata quella soglia imposta dallo staff. Al Senato, dove gli autocandidati dovevano avere per regolamento dai 35 anni in su, gli aspiranti sono invece 194, 30 le donne Anche in questo caso sono solo quattro i posti nella lista per il collegio unico regionale in cui saranno eletti cinque senatori.
Le curiosità. Se si escludono i deputati uscenti Emanuela Corda e Andrea Vallascas, nel collegio del Centro-sud, il resto dell’esercito è formato soprattutto da attivisti usciti allo scoperto per le Parlamentarie e quindi semplici cittadini, è questo un orgoglio del Movimento, e non personaggi noti. L’elenco sarebbe lunghissimo, ma con un po’ di pazienza, se si riesce ad azzeccare lo spiraglio giusto per entrare nella piattaforma, sono immortalati sulle pagine delle Parlamentarie.
Il voto. Oggi è il secondo giorno delle primarie on line, sempre dalle 10 alle 21, ma potrebbe essercene un terzo, domani mattina fino a mezzogiorno, per dare una possibilità ai ritardatari e a chi è rimasto imprigionato nella confusione delle prime ore. Va ricordato: ogni iscritto potrà esprimere massimo tre preferenze per la Camera e altrettante per il Senato, ma potrà votare solo gli autocandidati nel collegio proporzionale in cui ha la residenza. Sarà invece lo staff, pare Di Maio in persona, a scegliere i candidati nei collegi uninominali, sono nove in Sardegna fra le due Camere. Questi prescelti non passeranno attraverso la selezione delle Parlamentarie e il privilegio ha scatenato subito un putiferio nei forum del Movimento.
L’ultimo sondaggio. Una tabella ufficiosa gira da giorni nelle stanze della politica e accredita sempre i Cinque stelle del primo posto fra i partiti. Al secondo posto, Forza Italia alla guida del centrodestra, al terzo il Pd e la coalizione di centrosinistra. Nei collegi uninominali, senza però conoscere ancora i nomi dei candidati, il Movimento è dato vittorioso in tre su sei alla Camera, gli altri tre andrebbero al centrodestra, e in uno o due su tre al Senato. Nel proporzionale la forchetta possibile dovrebbe essere questa: dai tre ai cinque deputati e due senatori per Il Movimento, quattro gli eletti in tutto dal centrodestra e tre dal centrosinistra.
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