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Pds e Progress già proiettati alle regionali

Pds e Progress già proiettati alle regionali

I due partiti si schierano per l’obiezione di coscienza alle politiche e lavorano a un’intesa per il 2019

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CAGLIARI. Il fronte dell’obbiezione di coscienza s’ingrossa. Dopo il Partito dei sardi, che ha detto no a un accordo definito al ribasso col Pd, anche Progress sta da quella parte. I due segretari nazionali, Paolo Maninchedda e Gianluca Collu, si sono incontrati con il pensiero ormai rivolto alle Regionali del 2019. Con le elezioni politiche di marzo non si mischieranno e, come ha scritto di recente Maninchedda, «come possono le persone serie partecipare a questa campagna elettorale? Sono elezioni alle quali si deve opporre un’obiezione di serietà, di composta ma profonda disobbedienza civile». In un comunicato Progres ha sottolineato dopo il faccia a faccia col Pds: «Nell’incontro i nostri partiti hanno convenuto sulla necessità di avviare da subito una convergenza verso la costruzione di un blocco nazionale che accolga i maggiori soggetti politici sardi in vista delle elezioni del 2019», perché a quelle italiane loro non parteciperanno.

Autodeterminatzione. È confermato invece che il Progetto in cui si riconoscono diversi partiti indipendentisti presenterà il simbolo alle Politiche e nelle prossime ore il coordinamento deciderà il nome dei candidati che saranno in lista alla Camera e al Senato in tutti i collegi proporzionali e maggioritari sardi.

Uds. Il partito dell’ex presidente della Regione Mario Floris ha in corso diversi incontri per «focalizzare i temi più urgenti da mettere al centro dell’ assemblea regionale del movimento prevista la prossima settimana a Cagliari» . Per poi aggiungere: «È un momento delicato e difficile della vita del Paese, in generale, e della nostra Sardegna, in particolare – osserva Floris – e proprio per questo, ci sentiamo ancora di più impegnati , come in passato, a dare ogni possibile contributo culturale e politico ad affrontare e risolvere i problemi più urgenti dell’Isola, del lavoro e dell’occupazione in primo luogo, che sono alla base dello sviluppo e della crescita del nostro Popolo e dell’intero Paese» La conclusione dell’Uds è questa: «È necessaria una nuova reale stagione autonomistica che è nel Dna del nostro movimento, l’unico nazionalitario e sardista che sempre ha messo in campo e perseguito proposte e azioni concrete e fattibili nell’interesse dei Sardi». A questo punto è probbile che anche il partito di Mario Floris si dinsiteressi delle Politiche e stia già pensando alle Regionali del 2019. (ua)



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