Psd’Az accordo con la Lega ma c’è già la contestazione
di Umberto Aime
Solinas arriva all’incontro con Zaia a Cagliari: «Sono qui per salutare un amico» Patto chiuso, ma Carta e gli alleati di Fortza Paris e La Base sono subito in rivolta
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CAGLIARI. L’abbraccio per ora è stato solo con Luca Zaia, il governatore del Veneto in missione a Cagliari per la campagna elettorale, ma molto presto Christian Solinas, segretario nazionale del Psd’Az abbraccerà il leader dei leader della Lega Matteo Salvini. Nessuno lo dice ancora, ma ormai l’accordo elettorale fra Alberto da Giussano e i Quattro Mori è cosa fatta. «Siamo ai particolari», fanno trapelare i sardisti vicini al segretario, scatenando subito, era inevitabile, mille polemiche, con anche diverse prese di distanza da una «scelta scellerata e offensiva».
L’attesa. Mercoledì doveva essere la giornata dell’annuncio, con il Psd’Az che avrebbe dovuto far sapere quale sarebbe stato l’alleato a marzo fra Lega, Pd e Forza Italia. Ma Solinas s’è preso un’altra mattinata di tempo e c’è chi dice per concordare, con la segreteria del Carroccio, l’arrivo a Cagliari di Salvini. C’è una data possibile: alla fine di questa settimana o all’inizio della prossima. Mentre nel frattempo è sfumata del tutto la possibilità di un accordo col Pd: «Ha ancora un’infinità di problemi interni ed è rimasto troppo centralista», è stata una delle battute circolate in Consiglio regionale per spiegare il no a una proposta politica che «per la verità era la più interessante di tutte». Sempre nel frattempo, con il passare delle ore, s’è chiusa anche la porta della trattativa con Forza Italia, nonostante un ultimo tentativo di Silvio Berlusconi, e con gli azzurri sospettati anche di «aver preferito gli incontri personali. dedicati ad alcuni possibili candidati dell’area sardista, a quelli ufficiali fra le segreterie». Per farla semplice: il Psd’Az scenderà in campo con la Lega, senza però presentare il simbolo e con la certezza di avere due candidati in Sardegna e uno dei due (lo stesso Solinas) sarà eletto di sicuro nel Nord Italia.
Zaia a tutto campo. Dopo aver incontrato cacciatori e allevatori, aver visto una sala piena di cagliaritani che lo aspettavano, il governatore del Veneto ha fatto da apripista al futuro accordo. «I sardi da sempre – ha detto – mi riempiono il cuore. Essere al loro fianco nelle elezioni, sarà per noi leghisti un motivo di grande orgoglio. Però non posso essere io ad annunciarlo, se la firà ci sarà , come credo, verrà Matteo Salvini Ricordo che non sarebbe la prima volta, c’è stato già un precedente, ormai rapporti fra noi e il Psd’Az sono storici. Volete sapere perché? Perché siamo tutti bravi ragazzi». Per continuare: «Vogliamo schierarci dalla parte del popolo sardo, che ha bisogno di politici meno salottieri e molto più decisi nel difendere a Roma i diritti della Sardegna». Poi dirà, nell’intervento dal palco: «Mi hanno detto che arrivano incappucciati ad ammazzarvi i maiali, se lo facessero dalle mie parti non so come andrebbe a finire. So che avete bisogno dei vaccini per combattere la blue tongue ma non si trovano, in Veneto vi comunico che li paga la Regionee non siamo uno statuto speciale. So che gli agricoltori sardi non vedono i finanziamenti europei da un sacco di tempo. Bene, in Veneto li paghiamo dopo sessanta giorni». Insomma ha detto che dalla sue parti è tutto un paradiso dell’efficienza, lasciando intendere questo: «Se saremo alleati, potrete contare su di noi e liberarvi da un centrosinistra che ha fatto solo danni in Sardegna e nel resto d’Italia».
Solinas diplomatico. Il segretario del Ps’Az non s’è fatto trovare impreparato dopo il suo ingresso nella sala del convegno leghista. «Attenzione – ha detto – sono qui solo per salutare un vecchio amico», ma non ci ha creduto nessuno. E infatti fra poche ore sarà lui ad annunciare il patto elettorale con la Lega.
La sollevazione. A scattare in piedi dopo le prime indiscrezioni sono stati nell’ordine Angelo Carta, leader della minoranza interna del Psd’Az, poi Efisio Arbau, fondatore del movimento La Base, e Gianfranco Scalas, guida storica di Fortza Paris, entrambi freschi ma già delusi alleati civici dei sardisti. Angelo Carta ha scritto: «Che senso ha trattare con tutti? È come dire che il Psd'Az è un materasso ad acqua dove chiunque può coricarsi e trovare la sua posizione ideale. Ma 97 anni di storia non possono aver prodotto un materasso ad acqua. Dovrebbero aver forgiato un partito con un progetto, un'identità, dei valori e con una passione che mal si conciliano con quei partiti a noi sempre contrari fino ad osteggiarci». E chiudere: «Aver intrapreso la strada del chi offre di più non è quello che volevano i sardisti ed è per questo che non posso stare zitto davanti a una decisione irrazionale e figlia di una politica vecchia e stantia che potrebbe condurre fino all'estinzione del Psd'Az». Efisio Arbau ha virato invece verso Forza Italia e se scenderà in campo – ha giurato – mai lo farà sotto il simbolo della Lega. Infine Fortza Paris: «In questi giorni d’isteria generale, non abbiamo gradito la compravendita da mercatino rionale e non possiamo andare certo contro i valori del nostro statuto, alleandoci con chi nei fatti, nelle parole e in ogni occasione è palesemente al nostro opposto».
L’attesa. Mercoledì doveva essere la giornata dell’annuncio, con il Psd’Az che avrebbe dovuto far sapere quale sarebbe stato l’alleato a marzo fra Lega, Pd e Forza Italia. Ma Solinas s’è preso un’altra mattinata di tempo e c’è chi dice per concordare, con la segreteria del Carroccio, l’arrivo a Cagliari di Salvini. C’è una data possibile: alla fine di questa settimana o all’inizio della prossima. Mentre nel frattempo è sfumata del tutto la possibilità di un accordo col Pd: «Ha ancora un’infinità di problemi interni ed è rimasto troppo centralista», è stata una delle battute circolate in Consiglio regionale per spiegare il no a una proposta politica che «per la verità era la più interessante di tutte». Sempre nel frattempo, con il passare delle ore, s’è chiusa anche la porta della trattativa con Forza Italia, nonostante un ultimo tentativo di Silvio Berlusconi, e con gli azzurri sospettati anche di «aver preferito gli incontri personali. dedicati ad alcuni possibili candidati dell’area sardista, a quelli ufficiali fra le segreterie». Per farla semplice: il Psd’Az scenderà in campo con la Lega, senza però presentare il simbolo e con la certezza di avere due candidati in Sardegna e uno dei due (lo stesso Solinas) sarà eletto di sicuro nel Nord Italia.
Zaia a tutto campo. Dopo aver incontrato cacciatori e allevatori, aver visto una sala piena di cagliaritani che lo aspettavano, il governatore del Veneto ha fatto da apripista al futuro accordo. «I sardi da sempre – ha detto – mi riempiono il cuore. Essere al loro fianco nelle elezioni, sarà per noi leghisti un motivo di grande orgoglio. Però non posso essere io ad annunciarlo, se la firà ci sarà , come credo, verrà Matteo Salvini Ricordo che non sarebbe la prima volta, c’è stato già un precedente, ormai rapporti fra noi e il Psd’Az sono storici. Volete sapere perché? Perché siamo tutti bravi ragazzi». Per continuare: «Vogliamo schierarci dalla parte del popolo sardo, che ha bisogno di politici meno salottieri e molto più decisi nel difendere a Roma i diritti della Sardegna». Poi dirà, nell’intervento dal palco: «Mi hanno detto che arrivano incappucciati ad ammazzarvi i maiali, se lo facessero dalle mie parti non so come andrebbe a finire. So che avete bisogno dei vaccini per combattere la blue tongue ma non si trovano, in Veneto vi comunico che li paga la Regionee non siamo uno statuto speciale. So che gli agricoltori sardi non vedono i finanziamenti europei da un sacco di tempo. Bene, in Veneto li paghiamo dopo sessanta giorni». Insomma ha detto che dalla sue parti è tutto un paradiso dell’efficienza, lasciando intendere questo: «Se saremo alleati, potrete contare su di noi e liberarvi da un centrosinistra che ha fatto solo danni in Sardegna e nel resto d’Italia».
Solinas diplomatico. Il segretario del Ps’Az non s’è fatto trovare impreparato dopo il suo ingresso nella sala del convegno leghista. «Attenzione – ha detto – sono qui solo per salutare un vecchio amico», ma non ci ha creduto nessuno. E infatti fra poche ore sarà lui ad annunciare il patto elettorale con la Lega.
La sollevazione. A scattare in piedi dopo le prime indiscrezioni sono stati nell’ordine Angelo Carta, leader della minoranza interna del Psd’Az, poi Efisio Arbau, fondatore del movimento La Base, e Gianfranco Scalas, guida storica di Fortza Paris, entrambi freschi ma già delusi alleati civici dei sardisti. Angelo Carta ha scritto: «Che senso ha trattare con tutti? È come dire che il Psd'Az è un materasso ad acqua dove chiunque può coricarsi e trovare la sua posizione ideale. Ma 97 anni di storia non possono aver prodotto un materasso ad acqua. Dovrebbero aver forgiato un partito con un progetto, un'identità, dei valori e con una passione che mal si conciliano con quei partiti a noi sempre contrari fino ad osteggiarci». E chiudere: «Aver intrapreso la strada del chi offre di più non è quello che volevano i sardisti ed è per questo che non posso stare zitto davanti a una decisione irrazionale e figlia di una politica vecchia e stantia che potrebbe condurre fino all'estinzione del Psd'Az». Efisio Arbau ha virato invece verso Forza Italia e se scenderà in campo – ha giurato – mai lo farà sotto il simbolo della Lega. Infine Fortza Paris: «In questi giorni d’isteria generale, non abbiamo gradito la compravendita da mercatino rionale e non possiamo andare certo contro i valori del nostro statuto, alleandoci con chi nei fatti, nelle parole e in ogni occasione è palesemente al nostro opposto».
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