La Nuova Sardegna

Sigarette in zona vietata multati dieci fumatori

di Gabriella Grimaldi
Sigarette in zona vietata multati dieci fumatori

Sassari, erano all’esterno del Santissima Annunziata ma in un’area “no smoking” Sorpresi dai Nas, pagheranno una multa di 50 euro per aver infranto il divieto

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SASSARI. Li hanno sorpresi a spegnere il mozzicone dentro una delle grandi fioriere che si trovano all’ingresso principale del Santissima Annunziata. Dieci verbali di contravvenzione compilati dai carabinieri del Nucleo antisofisticazione sono piovuti su altrettanti fumatori “abusivi” colti in flagrante, all’esterno dell’ospedale ma pur sempre in zona vietata. Alcuni erano visitatori di parenti e amici ricoverati in uno dei tanti reparti, altri addirittura indossavano il camice ed erano usciti in cortile per prendere una boccata... di fumo.

Lo specificano i tanti cartelli affissi anche nel cortile della struttura che è vietato fumare. Lo stabilisce il decreto legislativo n. 6 del 2016 che ha rafforzato l’articolo 51 della legge n. 3 del 2003 (la normativa antifumo): nel divieto assoluto sono comprese, da oltre due anni, anche le pertinenze delle strutture pubbliche. Quindi non basta uscire dai reparti, imboccare l’uscita su via Enrico De Nicola e ritrovarsi all’aria aperta. No, per accendere l’amata sigaretta senza essere “inchiodati” alle proprie responsabilità dai militari in borghese che ieri si aggiravano senza destare sospetti al Santissima Annunziata, è necessario varcare il cancello principale e raggiungere la pubblica via. Lo stesso discorso vale per chi attende al pronto soccorso o alle cliniche di San Pietro: il marciapiedi è l’unico luogo dove è lecito fumare.

Quindi, a niente sono valsi i tentativi di giustificarsi con motivazioni inconsistenti tipo «non lo sapevo, non avevo visto, mio nonno è in fin di vita»: gli implacabili Nas hanno elevato multe per circa 50 euro a testa. Ed è andata bene, perché sul cartello ignorato dai fumatori compulsivi c’è scritto che le sanzioni possono arrivare sino a 275 euro e la misura della multa raddoppia se si è in presenza di donne in evidente stato di gravidanza, di lattanti o di bambini fino ai 12 anni. E non c’è scampo: il divieto è esteso anche alle sigarette elettroniche.

Un blitz simile si era consumato anche subito dopo l’estensione del divieto agli spazi esterni all’ospedale e in diverse persone erano state beccate a fumare sulla scalinata che porta verso il cortile. Stavolta è andata più o meno nello stesso modo e le sanzioni elevate dai Nas vanno verso la linea dichiarata a suo tempo dalla direzione aziendale: «È importante ricordare che non è possibile fumare nei cortili e nelle pertinenze degli ospedali – afferma il direttore sanitario dell’Aou Nicolò Orrù – perché è sia un fatto di salute, di rispetto del malato e dei non fumatori, ma anche di prevenzione del rischio incendi. Non si dimentichi, inoltre, che vogliamo tenere in ordine e pulite le aree degli ospedali e degli uffici, evitando l’abbandono di cicche di sigaretta».

E nelle intenzioni dell’Aou c’è quella di prendere due piccioni con una fava: ai maggiori controlli sul rispetto del divieto di fumo, l’azienda sanitaria ha affiancato un’attività di sensibilizzazione alla disassuefazione da fumo di sigaretta. Si tratta dei programmi che vengono portati avanti dall’ambulatorio del fumo della clinica di Pneumologia diretta dal professor Pietro Pirina.

Nell’ambulatorio ogni mese si svolge un corso di tre sedute, con successivi controlli mensili. Dal 2006 a oggi, sono circa un centinaio all’anno gli utenti che partecipano al ciclo di incontri organizzato dall’ambulatorio gestito dal medico Francesca Polo. E chissà, magari qualcuno che si sta rigirando ancora tra le mani l’odiato verbale dei Nas potrebbe decidere di “smettere”.

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