La Nuova Sardegna

l’alleanza con la lega 

Psd’Az, Salvini in arrivo per celebrare l’intesa

Psd’Az, Salvini in arrivo per celebrare l’intesa

Il patto in dieci punti, dalla zona franca al bilinguismo. E per Solinas un seggio sicuro

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CAGLIARI. Matteo Salvini è atteso da un giorno all’altro a Cagliari. Ha un contratto da firmare con il Psd’Az, non in segreto ma nel bel mezzo di una diretta annunciata pomposa e scintillante. Quando sarà l’evento? La segreteria della Lega sta lavorando di fino per trovare in agenda uno spazio abbastanza largo e non di poche ore, per evitare che la cerimonia appaia fin troppo frettolosa e commerciale. Dovrà apparire invece con un «accordo politico e federalista di alto profilo», in cui il segretario del Psd’Az, Christian Solinas, e Salvini credono molto. Tanto da far trapelare: uno delle prime leggi del nuovo Parlamento sarà il riconoscimento ufficiale del bilinguismo. Anticipazione forse necessaria anche per evitare l’onda della protesta interna sardista, montata subito dopo l’annuncio, non ancora ufficiale, che il 4 marzo leghisti e sardisti viaggeranno insieme sullo stesso treno elettorale e nel convoglio del centrodestra.

Le condizioni. Il contratto sarà in dieci punti e sono quelli che Solinas aveva proposto anche al Pd e a Forza Italia. La Lega li ha accettati tutti, in blocco, solo alcuni gli altri partiti ed è per questo che sarebbero rimasti tagliati fuori. Completamente il centrosinistra, mentre Berlusconi potrà dire: «Il Psd’Az è un nostro alleato», seppure di sponda. I dieci punti vanno dallo Statuto speciale da correggere alla zona franca da realizzare, dal trasferimento alla Regione di altre competenze su scuola e ambiente fino alla chiusura definitiva della partita entrate. Sono impegni che se la Lega andrà al governo, s’è impegnata a far sottoscrivere dalla maggioranza e da Palazzo Chigi nei primi cento giorni.

Le candidature. Primo: nell’isola l’accoppiata Lega-Psd’Az presenterà solo sardi. Non ci saranno lombardo-veneti e neanche oriundi, nelle tre liste per i collegi proporzionale: due alla Camera, uno al Senato. Secondo: nell’uninominale, su nove candidati i sardisti saranno due, uno alla Camera, Oristano o Cagliari, e l’altro al Senato, forse in quello di Nuoro-Oristano. Terzo: il segretario Solinas, capolista nel proporzionale in Sardegna, sarà riprotetto in Lombardia o Veneto. Lì la vittoria del Carroccio è scontata e garantirà al partito più vecchio d’Italia, prossimo al secolo di vita, di ritornare in Parlamento dopo ventidue anni.

Il simbolo. Nel contrassegno delle Politiche ci sarà solo Alberto da Giussano e non i Quattro Mori. Con il Psd’Az intenzionato a preservare i la storica bandiera fino alle Regionali del 2019. Anno, in cui avrà mani libere sulle alleanze, con la Lega che ha giurato: «Mai metteremo becco sulle questioni sarde, sosterremo i sardi nella loro e da sempre anche nostra battaglia federalista». Fino al punto, altro impegno, da dare già questo via libera al Psd’Az: potrà costituire un gruppo autonomo in Parlamento.

I primi suggerimenti. Sono arrivati dal governatore del Veneto Luca Zaia, l’altro giorno a Cagliari per capire l’aria che tira prima dell’arrivo di Salvini. «La Sardegna ha bisogno di essere meno isola, meno isolata e quindi contare su un’autonomia più aggressiva e più rispettata da Roma. Non può essere che la vostra terra sia celebrata come una regina nazionale da primavera a ottobre, quando si santificano mare, sole e spiagge, per poi scomparire negli altri sei mesi. La Lega vi sosterrà da gennaio a dicembre». (ua)

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