La Nuova Sardegna

Un comitato vorrebbe unire i comuni di Abbasanta, Ghilarza e Norbello

di Claudio Zoccheddu
Un comitato vorrebbe unire i comuni di Abbasanta, Ghilarza e Norbello

Ma i primi cittadini litigano. Fissato il primo incontro pubblico

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SASSARI. Teoricamente sembrerebbe la scappatoia perfetta: sfruttare la vicinanza geografica per unire le casse, i servizi e mettere tutto in comune. Ovviamente uno solo. Ghilarza, Abbasanta e Norbello sono paesi uniti uno con l’altro che sono diventati un laboratorio della spending review della pubblica amministrazione. Un affare che in Sardegna non ha avuto fortuna. Infatti, non esistono esempi fusione nonostante sui 377 comuni totali ben 120 non superino i mille abitanti. L’idea di unire Ghilarza, Abbasanta e Norbello per creare una macro comunità ha però iniziato a camminare con le sue gambe, raccogliendo consensi e critiche. Come spesso capita, è difficile riuscire a mettere tutti d’accordo. Alla prova del 9, infatti, si sono presentati tre sindaci con idee opposte: uno è favorevole, uno è contrario e uno ha tanti dubbi.

Abbasanta. Dei tre comuni è quello di mezzo come posizione, è tra Ghilarza e Norbello, e come popolazione, 2800 abitanti. Il sindaco, Stefano Sanna, è il più convinto: «Siamo un’unica entità fisica e urbanistica. Il discorso della fusione è iniziato 20 anni fa con l’idea di accorpare per risparmiare: un solo sindaco, un solo segretario comunale, una sola polizia municipale, senza considerare che sono previsti importanti aiuti economici per chi si fonde. E poi avremmo un peso politico diverso su scala regionale che ci permetterebbe di gestire al meglio servizi come l’ospedale, la stazione, le scuole». Sanna, insomma, vede già la Città del Guilcer e tutti i benefici che garantirebbe: «La maggioranza dei cittadini è d’accordo c’è un comitato spontaneo che già è al lavoro».

Norbello. Fisicamente ci sono pochi metri di distanza con Abbasanta. Politicamente Norbello è lontana anni luce da Abbasanta: «Sono contrario – spiega il sindaco Matteo Manca –, è una speculazione politica senza basi. Se vogliono fondersi lo facciano pure, ma senza di noi. Lo dico perché una mossa di questo tipo non porterebbe vantaggi al territorio. E lo Stato non trasferirebbe più soldi, al contrario tutti gli accorpamenti sono fatti per tagliare i fondi, come dimostra anche la riorganizzazione della sanità , anche in Sardegna. Chi accentra lo fa solo per risparmiare ma io voglio che i miei cittadini possano contare su quello che hanno, perché a Norbello si vive bene. Se davvero si volessero accorpare i servizi si potrebbe sfruttare l’Unione dei comuni che invece non funzione». E sulla partecipazione, a Norbello hanno dati diversi: «Il 95 per cento delle popolazione è contrario», conclude il sindaco.

Ghilarza. Dei tra paesi è il più grande con 4500 abitanti. Ma sono numerosi anche i dubbi del sindaco, Alessandro Defrassu: «Non ho il polso dei miei cittadini e per il momento posso esprimere solo una valutazione personale. Politicamente è un tema affascinante perché mi interessano le tutte le opportunità. Però dobbiamo creare la conoscenza che possa garantire un punto di vista consapevole. Ad esempio, che fine farebbe la quota fissa del fondo unico?». Secondo Defrassu anche l’organizzazione sarebbe un problema: «Sono presidente dell’Unione dei comuni del Guilcer e so quanto sia difficile gestire i servizi associati. E gli altri paesi dell’Unione che fine farebbero? Comunque sono pronto a discutere perché il tema è interessante». E l’occasione di dibattito è prevista per oggi ad Abbasanta. Prima che il seme della fusione possa germogliare, invece, serviranno anni. Sempre che qualcuno decida di piantarlo.

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