La Nuova Sardegna

Keller, faccia a faccia governo-sindacati

di Luciano Onnis

Confermato l’interesse di una società cinese e una italiana. Piras: scongiurata la vendita spezzatino

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VILLACIDRO. Incontro interlocutorio, e non poteva essere diversamente, ieri pomeriggio al ministero per lo Sviluppo economico sulla vertenza Keller. Dalla Sardegna sono arrivati gli assessori all’Industria Maria Grazia Piras, i segretari provinciali della Fiom (Gianluigi Marchionni), Fsm (Marco Angioni) e Andrea Farris (Uilm) con i componenti la Rsu aziendale, alcuni sindaci del territorio e parlamentari sardi. A ricevere la delegazione sarda il viceministro Teresa Bellanova accompagnata dal funzionario ministeriale Castano. Non era la sede per grandi novità, e così è stato. La viceministro ha ascoltato, preso nota (anche se al ministero dovrebbero conoscere a memoria una situazione che si protrae da anni) e risposto che il Mise è pronto a fare la sua parte quando si materializzeranno imprenditori intenzionati a rilevare l’azienda in procedura fallimentare. E ha anche aggiunto che si farà carico di portare al tavolo del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il problema della proroga della mobilità in deroga per i dipendenti che ancora figurano nell’organico della Keller, con l’ammortizzatore sociale scaduto lo scorso 31 dicembre. Moderatamente soddisfatti i tre segretari sindacali di categoria, che forse si aspettavano qualcosa di più concreto. «È stato un incontro utile – ha detto a conclusione l’assessora Piras –, con il Mise abbiamo concordato che esistono le condizioni per un eventuale rilancio della Keller. Insieme ai sindacati e al Consorzio industriale, abbiamo scongiurata la vendita frazionata dei beni della società e quindi la chiusura definitiva della fabbrica. Oggi la Keller è ancora sul mercato e ci sono gruppi imprenditoriali che hanno manifestato interesse a rilevare gli impianti». «Questa è una fase importante – hanno riconosciuto i tre segretari sindacali -, oggi abbiamo messo un tassello per il diritto dei lavoratori ad avere una proroga della mobilità. Abbiamo fatto presente al viceministro che esistono manifestazioni di interesse per l’acquisizione della fabbrica da parte del gruppo cinese Chengdu Xinzhu Road and Bridge Machinery e di una società italiana, e che pertanto la proroga della mobilità è quanto mai necessaria per costruire un futuro alla fabbrica con una nuova proprietà». Si sarebbe fatto avanti negli ultimi giorni anche un imprenditore sardo che opera in Sardegna e che a giorni incontrerà l’assessore regionale dell’Industria per una interlocuzione informale.

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