Uccise la madre: è malato di mente, assolto
Quaranta coltellate dopo una lite banale a Quartu: «Ho dovuto farlo, me l’ha ordinato Sant’Antioco»
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CAGLIARI. «Me l’ha ordinato Sant’Antioco, se non l’avessi fatto sarebbe stato lui a ucciderla per poi far venire un infarto a me»: si era difeso così Angelo Dessì, 57 anni, ex agente immobiliare di Quartu, quando gli agenti della squadra mobile l’hanno trovato nella sua stanza, lo sguardo perso nel vuoto, seduto sul letto, il corpo massacrato della madre ottantaseienne Paola Schiffino sul pavimento della cucina circondato da santini, immagini religiose e due candele accese, una delle lame appoggiata sul petto. Pochi minuti prima l’aveva colpita almeno quaranta volte con due coltelli da cucina, dopo una breve lotta testimoniata da alcune ferite sulle braccia della donna. Finito al carcere di Uta con l’accusa di omicidio volontario e subito trasferito alla residenza sanitaria per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) di Capoterra, Dessì è stato assolto ieri mattina dal gup Gabriella Muscas perché quel 30 luglio dell’anno scorso era incapace di intendere e di volere, come ha certificato il consulente della Procura, lo psichiatra Antonello Canu. Verificati gli esiti dell’esame medico-legale, anche il pm Alessandro Pili ha sollecitato l’assoluzione e il difensore Emanuele Fadda, in accordo con l’accusa, ha chiesto che l’ex immobiliarista possa continuare il percorso di cura nella struttura di Capoterra dove è assistito dall’estate scorsa. Il giudice si è riservato la decisione.
Nella sua drammaticità il fatto è semplice: tra madre e figlio è esplosa una lite banalissima, capitava spesso perché Angelo Dessì soffriva da tempo di disturbi mentali, forse aggravati dalla morte recente del padre. Fino a quel momento però l’uomo non aveva mai manifestato tendenze aggressive. Stavolta, impugnato un coltello, l’ex agente immobiliare ha infierito sulla donna con numerosi fendenti. Poi ha insistito a colpirla con un altro coltello. Quando s’è reso conto di quello che aveva fatto ha chiamato il fratello al telefono: «Ho ucciso mamma». Polizia, medico legale, il trasferimento dalla casa di via Pietro Nenni a Quartu fino al carcere e la confessione piena davanti al pm Pili e al gip. Con una spiegazione che appartiene al repertorio della psichiatria: «Ero nella mia stanza a parlare con Sant’Antioco - ha raccontato - quando mia madre ha bussato alla porta per dirmi che il pranzo era pronto. A quel punto lui, la voce che veniva dall’alto, mi ha detto “molladda” (lasciala perdere)». Un minuto dopo, stando al racconto delirante, la madre ha insistito a chiamarlo e a quel punto la voce gli ha dato l’ordine: “boccidda” (uccidila)». Il resto è scritto nell’impressionante referto medico-legale: coltellate, sangue, urla, infine silenzio. «Se non l’avessi fatto io - la giustificazione di Angelo Dessì - sarebbe stato il santo a ucciderla per poi far venire un infarto a me». Davanti a questo racconto degno di un film horror c’era ben poco da fare. Il pm Pili ha disposto un esame medico-legale e dallo psichiatra è arrivata la conferma: quel giorno, in quel momento, Dessì era fuori di sè. In altri termini, quelli legali, era affetto da un vizio totale di mente. Al punto da perdere il controllo e fare ciò che mai i familiari si sarebbero aspettati da lui. (m.l)
Nella sua drammaticità il fatto è semplice: tra madre e figlio è esplosa una lite banalissima, capitava spesso perché Angelo Dessì soffriva da tempo di disturbi mentali, forse aggravati dalla morte recente del padre. Fino a quel momento però l’uomo non aveva mai manifestato tendenze aggressive. Stavolta, impugnato un coltello, l’ex agente immobiliare ha infierito sulla donna con numerosi fendenti. Poi ha insistito a colpirla con un altro coltello. Quando s’è reso conto di quello che aveva fatto ha chiamato il fratello al telefono: «Ho ucciso mamma». Polizia, medico legale, il trasferimento dalla casa di via Pietro Nenni a Quartu fino al carcere e la confessione piena davanti al pm Pili e al gip. Con una spiegazione che appartiene al repertorio della psichiatria: «Ero nella mia stanza a parlare con Sant’Antioco - ha raccontato - quando mia madre ha bussato alla porta per dirmi che il pranzo era pronto. A quel punto lui, la voce che veniva dall’alto, mi ha detto “molladda” (lasciala perdere)». Un minuto dopo, stando al racconto delirante, la madre ha insistito a chiamarlo e a quel punto la voce gli ha dato l’ordine: “boccidda” (uccidila)». Il resto è scritto nell’impressionante referto medico-legale: coltellate, sangue, urla, infine silenzio. «Se non l’avessi fatto io - la giustificazione di Angelo Dessì - sarebbe stato il santo a ucciderla per poi far venire un infarto a me». Davanti a questo racconto degno di un film horror c’era ben poco da fare. Il pm Pili ha disposto un esame medico-legale e dallo psichiatra è arrivata la conferma: quel giorno, in quel momento, Dessì era fuori di sè. In altri termini, quelli legali, era affetto da un vizio totale di mente. Al punto da perdere il controllo e fare ciò che mai i familiari si sarebbero aspettati da lui. (m.l)
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