Mdp: legalizziamo la cannabis
Il gruppo propone tre referendum: droghe leggere, Anas sarda e punti franchi
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CAGLIARI. Non solo laboratorio dove produrre e sperimentare l’hascisc terapeutico, in Sardegna potrebbero essere «aperti anche i primi coffee shop italiani e sarebbe il primo passo per legalizzare le droghe leggere». Il gruppo in Consiglio regionale di Mdp ha fatto un altro e deciso passo in avanti nella sfida al proibizionismo. Dopo la prima proposta, rimasta però inascoltata dall’Aula, ecco quella del referendum consultivo. «A ottobre, dopo aver raccolto 10mila firme, chiederemo ai sardi se sono d’accordo o meno con la nostra iniziativa che sintetizzo così. Presentare una proposta di legge, approvata dal Consiglio, da consegnare al Parlamento italiano per la depenalizzazione dell’hascisc e della marijuana», ha detto Paolo Zedda. È cominciata così una «campagna referendaria che «sarebbe unica in Europa proprio sulla vendita della cannabis». Con a fianco gli altri consiglieri di Mdp, ha aggiunto: «Le droghe leggere sono meno pericolose di tabacco e alcool, non lo dico io ma evidenti prove scientifiche, e inoltre dove sono state legalizzate, il consumo non è aumentato». C’è anche un altro particolare, meno sociale e di sicuro molto più economico: «La liberalizzazione porterebbe in Sardegna un fatturato intorno ai 250 milioni e 10mila posti di lavoro». Secondo Zedda, «sollecitare i cittadini su questo tema è un passaggio di alta democrazia soprattutto dopo che, in Parlamento e nell’aula del Consiglio, la politica ha evitato di affrontarlo». Il capogruppo Daniele Cocco è andato oltre: «La nostra è una proposta credibile e faremo di tutto perché il referendum sia convocato entro l’anno». Per Eugenio Lai «è un’iniziativa che si colloca all’interno dell’idea portata avanti dal nostro gruppo. Perché noi siamo una forza autonomista e di governo, e non vogliamo essere subalterni a chi invece continua a sfuggire alla discussione sulla legalizzazione della cannabis».
Altri due referendum. Quello sulle sostanze stupefacenti legalizzate non sarà l’unico: Mdp vuole chiedere ai sardi un voto, seppure sempre consultivo, anche sulla regionalizzazione dell’Anas e sull’avvio immediato dei punti franchi come previsto dallo Statuto. «Si tratta di due questioni economiche strettamente connesse – ha detto Zedda – La crisi del Porto Canale di Cagliari e degli altri porti conferma che se non possiamo offrire alle imprese un regime fiscale di vantaggio diventa impossibile attrarre investitori e traffici commerciali». Ultimo affondo sull’Anas: «Fino al 2020, ha stanziato due miliardi per le strade sarde, ma alle nostre imprese sono arrivate e continueranno ad arrivare solo le briciole. Noi proponiamo la regionalizzazione dell’Anas, per non essere più ostaggio di chi ha i soldi, ma ci emargina». (ua)
Altri due referendum. Quello sulle sostanze stupefacenti legalizzate non sarà l’unico: Mdp vuole chiedere ai sardi un voto, seppure sempre consultivo, anche sulla regionalizzazione dell’Anas e sull’avvio immediato dei punti franchi come previsto dallo Statuto. «Si tratta di due questioni economiche strettamente connesse – ha detto Zedda – La crisi del Porto Canale di Cagliari e degli altri porti conferma che se non possiamo offrire alle imprese un regime fiscale di vantaggio diventa impossibile attrarre investitori e traffici commerciali». Ultimo affondo sull’Anas: «Fino al 2020, ha stanziato due miliardi per le strade sarde, ma alle nostre imprese sono arrivate e continueranno ad arrivare solo le briciole. Noi proponiamo la regionalizzazione dell’Anas, per non essere più ostaggio di chi ha i soldi, ma ci emargina». (ua)
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