Sogeal, accordo sulla flessibilità del lavoro
di Gianmario Sias
Stop al licenziamento collettivo. Ma resta lo spauracchio della cassa integrazione a zero ore
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ALGHERO. Dei 45 esuberi annunciati diversi mesi fa da Sogeaal non ne è rimasto neanche uno. Due dei lavoratori che avevano ricevuto la comunicazione di “pre licenziamento” sono andati in pensione. Per gli altri 43 il pericolo è rientrato. Per ora, perché l’accordo di secondo livello per la flessibilità remunerata del lavoro, raggiunto nei giorni scorsi da società e sindacati con Confindustria a fare da arbitro terzo di una trattativa in otto puntate, per essere efficace dovrà essere garantito da un’altra intesa: quella che verrà siglata oggi nella sede dell’assessorato regionale del Lavoro, a Cagliari, per la cassa integrazione straordinaria per crisi.
Se oggi, come è molto probabile ma non scontato, si dovesse firmare l’accordo, le procedure di licenziamento collettivo avviate per i 45 dipendenti, quasi tutti impegnati nel settore “handling”, sarebbero solo un brutto ricordo. Certo, il prezzo da pagare non è basso: sindacati e lavoratori hanno accettato di ratificare il ricorso a forme di lavoro più flessibili, come i turni spezzati, e sanno che se il traffico aereo non dovesse crescere la cassa integrazione, il cui utilizzo sarebbe possibile dal 5 febbraio prossimo, per alcuni dei lavoratori sarebbe qualcosa di più di un ipotetico ombrello. Senza aerei, per tradurla in soldoni, non c’è flessibilità che tenga e la cassa integrazione a zero ore, a rotazione, sarà un passo inevitabile. Soprattutto lontano dalla stagione turistica.
Il direttore generale della Sogeaal, Mario Peralda, preferisce non rilasciare dichiarazioni in vista dell’incontro di oggi. Il segretario regionale della Filt Cgil, Arnaldo Boeddu, invece parla e mette tutti di fronte alle proprie responsabilità. «Sindacato e lavoratori hanno fatto il massimo – dice – ora tocca anche agli altri». In questo caso il riferimento non è alla società, o non solo. «Questo accordo per la cassa integrazione straordinaria per crisi coprirà al massimo 52 settimane», avverte Boeddu. «La politica regionale, quella del territorio, gli operatori turistici e il management di Sogeaal utilizzino questo lasso di tempo per fare in modo che il problema sia risolto alla base», prosegue Boeddu. «Destagionalizzazione, Ct2, accordi coi vettori – conclude – bisogna fare in modo che la cassa integrazione resti solo un’eventualità a tutela dei lavoratori, che da oggi comunque non saranno più in esubero».
Se oggi, come è molto probabile ma non scontato, si dovesse firmare l’accordo, le procedure di licenziamento collettivo avviate per i 45 dipendenti, quasi tutti impegnati nel settore “handling”, sarebbero solo un brutto ricordo. Certo, il prezzo da pagare non è basso: sindacati e lavoratori hanno accettato di ratificare il ricorso a forme di lavoro più flessibili, come i turni spezzati, e sanno che se il traffico aereo non dovesse crescere la cassa integrazione, il cui utilizzo sarebbe possibile dal 5 febbraio prossimo, per alcuni dei lavoratori sarebbe qualcosa di più di un ipotetico ombrello. Senza aerei, per tradurla in soldoni, non c’è flessibilità che tenga e la cassa integrazione a zero ore, a rotazione, sarà un passo inevitabile. Soprattutto lontano dalla stagione turistica.
Il direttore generale della Sogeaal, Mario Peralda, preferisce non rilasciare dichiarazioni in vista dell’incontro di oggi. Il segretario regionale della Filt Cgil, Arnaldo Boeddu, invece parla e mette tutti di fronte alle proprie responsabilità. «Sindacato e lavoratori hanno fatto il massimo – dice – ora tocca anche agli altri». In questo caso il riferimento non è alla società, o non solo. «Questo accordo per la cassa integrazione straordinaria per crisi coprirà al massimo 52 settimane», avverte Boeddu. «La politica regionale, quella del territorio, gli operatori turistici e il management di Sogeaal utilizzino questo lasso di tempo per fare in modo che il problema sia risolto alla base», prosegue Boeddu. «Destagionalizzazione, Ct2, accordi coi vettori – conclude – bisogna fare in modo che la cassa integrazione resti solo un’eventualità a tutela dei lavoratori, che da oggi comunque non saranno più in esubero».
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