La Nuova Sardegna

Anche Oristano incrocia le dita: «Tifiamo per Nuoro»

di Roberto Petretto
Anche Oristano incrocia le dita: «Tifiamo per Nuoro»

Il sindaco Lutzu sostiene la candidatura della sua ex rivale:  «Hanno fatto squadra, noi abbiamo avuto poco tempo»

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ORISTANO. L’appoggio di Oristano alla candidatura di Nuoro a Capitale italiana della Cultura 2020 è pronunciato dal sindaco Andrea Lutzu con voce baritonale (dovuta all’influenza e non alla solennità del momento: «Già in sede di prima candidatura, quando ancora Oristano era in lizza insieme a Nuoro, avevo detto che, se Oristano non fosse stata prescelta, il nostro messaggio sarebbe stato chiaro: “Viva Nuoro”. Oristano è fuori, con grande rammarico e dispiacere, consapevole di aver fatto tutto quanto era nelle sue possibilità, e forse anche di più. Non abbiamo rimpianti, ma a questo punto diciamo Forza Nuoro».

La candidatura di Nuoro può essere, come dice Marcello Fois, rappresentativa di tutta la Sardegna?

«Certamente. E sono gli stessi motivi per cui Oristano poteva avere le stesse ambizioni. Però in questo momento Nuoro può rappresentare un’intera isola ed è giusto che sia così».

A Oristano è mancato il gioco di squadra, una rete di contatti, di personaggi?

«Anche a Oristano non mancano i personaggi di spessore . Però i problemi sono stati di diverso genere. Nuoro lavorava a questo progetto dal 2015,, l’amministrazione Lutzu ha cominciato da giugno o dai primi di luglio. Abbiamo costruito un percorso che servirà nel futuro. Non abbiamo avuto il tempo materiale per fare squadra come ha fatto Nuoro. Poi non credo che sia un’intervista sul Corriere o l’endorsement di alcuni personaggi pur importantissimi a far sì che Nuoro sia passata alla fase successiva. È stato un risultato frutto di tutto il lavoro messo in campo. Oristano non ha avuto il tempo, forse abbiamo anche fatto qualche errore, però credo che per Nuoro abbia pagato il fatto che lavoravano a questo biettivo da tre anni con un progetto. Gli attestati e i testimonial erano le ciliegine su una torta che si era formata durante un percorso lungo».

Possibile che, vedendo, ciò che stavano facendo i vicini, non abbia mai pensato: “Accidenti, a questo avremmo potuto pensarci anche noi”?

«Sì, è capitato. Avremmo potuto fare una manifestazione pubblica a sostegno di Oristano Capitale della cultura. Però invito tutti a riflettere su come sono stati questi primi mesi della nostra amministrazione. Agli assessori non ho alcun rimprovero da fare. Forse avremmo potuto trovare, in giornate sempre pienissime dove a volte non si trovano neppure i minuti per fare le cose essenziali, avremmo dovuto trovare un momento, un attimo, per organizzare una manifestazione congiunta, con personalità importanti, a sostegno di Oristano. Questo probabilmente è mancato, ma non per cattiva programmazione, ma perché non ce n’è stato il tempo».

La partita della Capitale della Cultura ormai, per Oristano, è andata: ora si punta sullo sport?

«Assolutamente sì. Puntiamo sullo sport con la candidatura a Città europea dello sport e mi auguro di trovare il sostegno dei miei colleghi sardi. Puntiamo molto a questa candidatura e lo stiamo già facendo con tutta una serie di iniziative. Ha detto bene il presidente regionale del Coni quando ha ricordato che siamo l’unica città che sta costruendo un palazzetto dello sport. Stiamo programmando e questo ci fa ben sperare. Stavolta abbiamo il tempo per ottenere il risultato sperato e, credo, anche meritato».

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