La Nuova Sardegna

Arriva il superbonus per le nuove assunzioni

di Stefano Ambu
Arriva il superbonus per le nuove assunzioni

Il governatore Pigliaru lancia la sfida alle aziende sarde: puntate sui i giovani «Ci sono 4mila tirocinanti: aiuti per trasformarli in contratti veri, di oltre 12 mesi»

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CAGLIARI. Disoccupazione giovanile al 56 per cento. Ma se i tirocini nelle aziende sarde– 4mila – si trasformassero in assunzioni la percentuale si abbasserebbe notevolmente. Questa la speranza-obiettivo di viale Trento. Il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha firmato ieri mattina in una saletta accanto alla sala congressi della Fiera Campionaria di Cagliari – proprio mentre era in corso la seconda giornata del Sardinian job day – la lettera rivolta alle imprese per far diventare il 2018 l’anno dell’attacco frontale alla disoccupazione. La missiva è rivolta alle imprese che hanno accolto i tirocinanti. Ma l’invito ad assumere vale per tutti. Il premio? Uno sconto per le assunzioni. «Questa amministrazione – si legge nella comunicazione inviata ieri – ha deciso di fare uno sforzo in più e di chiedere, a voi imprenditrici e imprenditori, un impegno ulteriore per trattenere in Sardegna quanti più lavoratori possibile attraverso il riconoscimento di un superbonus cumulabile con gli incentivi nazionali che faciliti la trasformazione dei tirocini in contratti di periodo superiore ai dodici mesi». Si tratta di una cifra che potrà andare dai 3 ai 4 mila euro, cumulabile con gli 8000 dell’iniziativa che il Governo, attraverso la defiscalizzazione, riserva alle imprese del Meridione. L'ipotesi a cui si sta lavorando prevede che nel caso di assunzione a tempo determinato, ma comunque oltre i 12 mesi, le imprese potranno usufruire solo del bonus regionale, mentre con la stipula di contratti a tutela crescente i due incentivi potranno cumularsi. «Al di là del posti di lavoro che possiamo creare noi con i cantieri pubblici, e che creeremo per aiutare chi oggi è in maggiore difficoltà – ha detto Francesco Pigliaru –, il vero lavoro stabile, strutturale lo creano le imprese e a loro ci appelliamo non solo con parole ma con i fatti, prendendoci la responsabilità di disegnare un sussidio che speriamo sia adeguato a incoraggiare una accelerazione nelle assunzioni di cui abbiamo un grandissimo bisogno».

«Con questa lettera – ha sottolineato l’assessora del Lavoro Virginia Mura – vogliamo che a fine gennaio, quando termineranno in Sardegna i primi tirocini, i datori di lavoro che li hanno ospitati sappiano che possono immediatamente assumere con il nostro incentivo, per poi trasformare, entro il mese di dicembre, quei rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, potendo così fruire anche di tutti i benefici nazionali».

Che ci sia una gran fame di lavoro in Sardegna – e non solo da parte dei giovani – si è visto anche nella seconda e conclusiva giornata del Sardinian job day: ieri c’erano diecimila persone. Che sommate alle diecimila della giornata inaugurale, quella col ministro del Lavoro Giuliano Poletti, fanno ventimila. Circa 6600 i colloqui programmati. Più quelli “liberi”. Molti candidati con il curriculum in mano. E con la speranza di trovare il contatto giusto per la svolta lavorativa.

I più giovani, gli alunni delle scuole arrivati da tutte le parti dell’isola, erano lì non necessariamente per trovare occupazione: l’obiettivo dell’edizione evento sulle politiche attive per il lavoro della Regione Sardegna, promosso dall’Aspal era anche quello di dare informazioni alle nuove generazioni. Soddisfatto il direttore generale dell’Aspal, Massimo Temussi: «Sono numeri in crescita rispetto alle passate edizioni, abbiamo superato l’iniziale obiettivo che ci eravamo prefissati delle 16mila presenze, cercando di accontentare tutti e di non pregiudicare troppo i servizi offerti». Le aziende in campo erano centosessanta. La strada più battuta dai candidati è stata quella del turismo.



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