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In arrivo 80 milioni per invasi e consorzi

In arrivo 80 milioni per invasi e consorzi

Le dighe sono al di sotto dei limiti. Situazione critica in tutta l’isola L’assessore Caria: «Stiamo valutando l’utilizzo dei reflui in agricoltura» 

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ABBASANTA. È allarme siccità in Sardegna. Secondo i dati elaborati dal distretto idrografico della Sardegna, nelle dighe dell’isola ci sono attualmente 798 milioni di metri cubi d’acqua. Le situazioni più critiche nel settore nord-occidentale (Alto Temo, Cuga, Bidighinzu, Surigheddu) con 17 milioni metri cubi d'acqua (erano 32 milioni nello stesso periodo del 2017), nell’Alto Coghinas (Sos Canales-Monte Lerno) e nell’Alto Cixerri (990mila rispetto ai 4,2 milioni di 12 mesi fa). Situazione difficile anche nel basso Sulcis, dove la disponibilità idrica si è ridotta della metà in un solo anno. Per far fronte all’emergenza la Regione ha già stanziato 80 milioni di euro per gli invasi e i Consorzi di bonifica. Lo hanno ricordato gli assessori Edoardo Balzarini e Pier Luigi Caria nel convegno di Abbasanta dal titolo «Acqua e siccità, gestione e governo della risorsa idrica».

«Il 2017 è stato un anno difficile per le campagne – ha detto l’assessore dell’Agricoltura Caria – E la situazione potrebbe peggiorare nei prossimi mesi se le precipitazioni non saranno così abbondanti da invertire il trend negativo». Per l’assessore «non dobbiamo perdere neanche un secondo. L’acqua non va sprecata, è un bene prezioso. Innanzitutto dobbiamo capire quanta acqua abbiamo a disposizione e in che quantità è presente sui territori. Sulla base di queste informazioni si possono stilare le priorità di intervento. E ragionare su due livelli: uno di breve periodo e uno di più ampio respiro. Bisogna puntare anche sul riutilizzo dei reflui in agricoltura. Lo scorso anno abbiamo già finanziato interventi del genere, all’interno del piano da 30 milioni di fondi Fsc stanziato dal nostro assessorato in favore dei Consorzi di bonifica. È necessario però ragionare con i tecnici, così da valutare se siano percorribili altri strumenti come quelli dei desalinizzatori. È vero, siamo in una situazione di difficoltà – ha ammesso Caria – ma questo ci deve stimolare a trovare le soluzioni giuste».

«Siamo di fronte a una vera e propria emergenza – gli ha fatto eco l’assessore ai Lavori pubblici Balzarini – E ci stiamo attrezzando per affrontarla. Sta già dando i suoi frutti il lavoro che sta svolgendo la Cabina di regia sull’emergenza idrica, che ha il compito di monitorare, verificare i fabbisogni e proporre al comitato istituzionale gli interventi per contrastare l'emergenza». Balzarini ha sottolineato poi come l’attività di programmazione dell'uso corretto e sostenibile delle risorse idriche sia in capo all’Autorità di bacino regionale, presieduta dal presidente della Regione Francesco Pigliaru, di cui fanno parte anche gli assessori dell'Agricoltura, dell'Ambiente e dell'Industria.

Come hanno ricordato gli assessori Caria e Balzarini, «l’azione costante della Giunta Pigliaru per fronteggiare la crisi idrica si è dispiegata in azioni finanziarie concrete quali, ad esempio, lo stanziamento di 50 milioni del Patto per la Sardegna, destinati al miglioramento della capacità di invaso dei bacini e alla loro messa in sicurezza. Altre risorse vengono stanziate grazie al mutuo infrastrutture e al piano nazionale invasi». (g.z.)

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