Liberi e uguali, ipotesi ritiro dei candidati sardi
Rivolta per l'imposizione di un candidato da Roma. Michele Piras: "Lascio, logiche contro l'isola"
CAGLIARI. LeU Sardegna perde pezzi. Dopo l'imposizione romana del «paracadutato» Claudio Grassi come capolista del collegio proporzionale sud Sardegna per la Camera, arrivano le prime defezioni da parte di potenziali candidati sardi.
Il primo a rinunciare è stato il deputato uscente Michele Piras (Mdp). «Mi corre l'obbligo _ ha detto Piras _ di prendere atto dell'imposizione in Sardegna di una figura non condivisa ed estranea alla nostra Isola. Come accade in troppi territori in tutto il Paese. Ho maturato perciò la decisione di ritirare ogni mia disponibilità alla candidatura. Ha prevalso una logica sbagliata e di chiusura».
«La mia terra - prosegue Piras - con le sue enormi sofferenze sociali, non può essere umiliata fino al punto di elemosinare posti alle segreterie romane. I sardi hanno bisogno di altro: di lavoro, futuro, speranza. Perciò chiunque avesse avuto buon senso e rispetto avrebbe dovuto riconoscere la rappresentanza che spetta loro di diritto, non per gentile concessione di uno o tre Principi. Le imposizioni non sono accettabili, né la prepotenza. Auguro ogni bene a LeU - conclude - ma mi sottraggo a questa danza e mi riprendo la mia vita in abiti civili. Perché c'è sempre un momento nel quale si deve scegliere: e per me tutto può essere mediato, ma non i principi e non la dignità».
Ritirano la propria disponibilità alla candidatura anche gli esponenti di Possibile, a partire dal segretario regionale Thomas Castangia. «Prendiamo atto della candidatura di Claudio Grassi nella nostra Isola, nonostante una proposta unitaria da parte di tutti i dirigenti di Liberi e Uguali della Sardegna che prevedeva solo candidati sardi - scrive Castangia - abbiamo condiviso una proposta che pur di salvaguardare il principio della territorialità delle candidature non vedesse nessuno del nostro partito nelle posizioni apicali delle liste».
Insomma, «non avevamo chiesto alcuna poltrona ma il semplice rispetto del principio di territorialità votato a Roma». «Per noi - conclude - sono valori non negoziabili il rispetto della nostra autonomia politica e la necessità che a rappresentare la Sardegna siano parlamentari sardi. Per questo motivo abbiamo deciso di ritirare la nostra disponibilità alla candidatura».
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