la consigliera azzurra
«Mi hanno spostato al Senato Ho rifiutato: ho una dignità»
CAGLIARI. L’hanno scaricata, nonostante sarebbe potuta essere una vincente e pare per far posto a una donna imposta da Berlusconi. Ad Alessandra Zedda Forza Italia ha offerto invece il collegio...
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CAGLIARI. L’hanno scaricata, nonostante sarebbe potuta essere una vincente e pare per far posto a una donna imposta da Berlusconi. Ad Alessandra Zedda Forza Italia ha offerto invece il collegio uninominale al Senato di Cagliari e del Sulcis. L’ha rifiutato: «Era inaccettabile».
Perché ha detto no?
«Perché non sono una figurina che si sposta da una parte all’altra del tabellone. Certo, appartengo a un partito, ma ho una dignità che non è solo politica. È soprattutto personale».
La sua aspirazione era?
«Avevo un progetto: essere eletta alla Camera e poi, insieme ai deputati sardi del centrodestra, sostenere con decisione i diritti della Sardegna a Roma».
Puntava a Montecitorio.
«Sì e avrei voluto candidarmi nel collegio di Cagliari. Ma il partito ha scelto altre persone».
A Cagliari il candidato sarà Cappellacci?
«Anch’io so così».
Pare sia stata bocciata anche come possibile numero due.
«Mi pare ovvio».
E se fosse rimasta vittima di una faida?
«Non credo e non m’interessa neanche approfondire».
Indiscrezioni fanno sapere: Berlusconi, nel listino, le avrebbe preferito una giornalista sarda della penisola.
«Non ho l’abitudine di scavare nei retroscena, non lo farò neanche stavolta».
Scavalcata da una delle preferite del Cavaliere. Sa chi sia?
«Non so nulla di questa storia».
Era sicura di vincere?
«Avrei dato, con passione, il mio contributo».
È più infuriata, amareggiata o delusa?
«Non voglio essere polemica e neanche attaccare».
Alla fine potrebbero pentirsi di averla costretta a rinunciare.
«Oggi prendo atto della proposta e il partito deve fare altrettanto con il mio no».
Che però potrebbe pregiudicarle la corsa, nel 2019, verso la presidenza della Regione.
«Non credo e comunque non parlo del futuro».
Senza essere più candidata, la sua sarà un campagna elettorale dimezzata?
«Assolutamente no. Sarò in campo, mattina e sera, per il centrodestra. I miei avversari non cambiano: sono e saranno il Pd e i Cinque stelle». (ua)
Perché ha detto no?
«Perché non sono una figurina che si sposta da una parte all’altra del tabellone. Certo, appartengo a un partito, ma ho una dignità che non è solo politica. È soprattutto personale».
La sua aspirazione era?
«Avevo un progetto: essere eletta alla Camera e poi, insieme ai deputati sardi del centrodestra, sostenere con decisione i diritti della Sardegna a Roma».
Puntava a Montecitorio.
«Sì e avrei voluto candidarmi nel collegio di Cagliari. Ma il partito ha scelto altre persone».
A Cagliari il candidato sarà Cappellacci?
«Anch’io so così».
Pare sia stata bocciata anche come possibile numero due.
«Mi pare ovvio».
E se fosse rimasta vittima di una faida?
«Non credo e non m’interessa neanche approfondire».
Indiscrezioni fanno sapere: Berlusconi, nel listino, le avrebbe preferito una giornalista sarda della penisola.
«Non ho l’abitudine di scavare nei retroscena, non lo farò neanche stavolta».
Scavalcata da una delle preferite del Cavaliere. Sa chi sia?
«Non so nulla di questa storia».
Era sicura di vincere?
«Avrei dato, con passione, il mio contributo».
È più infuriata, amareggiata o delusa?
«Non voglio essere polemica e neanche attaccare».
Alla fine potrebbero pentirsi di averla costretta a rinunciare.
«Oggi prendo atto della proposta e il partito deve fare altrettanto con il mio no».
Che però potrebbe pregiudicarle la corsa, nel 2019, verso la presidenza della Regione.
«Non credo e comunque non parlo del futuro».
Senza essere più candidata, la sua sarà un campagna elettorale dimezzata?
«Assolutamente no. Sarò in campo, mattina e sera, per il centrodestra. I miei avversari non cambiano: sono e saranno il Pd e i Cinque stelle». (ua)
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