I 5 stelle avvertono i partiti: siamo avanti ovunque
di Umberto Aime
Il Movimento presenta i candidati. Il velista Mura: giusto il no alle Olimpiadi Licheri si rivolge a chi ha restituito le schede: dovete riprenderle e votare per noi
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CAGLIARI. Il maestrale è una brutta bestia per tutti: pietrifica le tempie, ghiaccia i pensieri, blocca gambe e braccia. Irrigidisce. Su una banchina del porto, ambientazione insolita ma poi si scoprirà perché, i candidati dei Cinque stelle si sono sottoposti a un brutale e glaciale rito d’iniziazione. Altro che festoso ballo di e delle debuttanti. In molti, non solo per l’emozione, hanno pagato dazio quando si sono alternati al microfono riservato ai «cittadini-futuri portavoce». Sono stati genuini dall’inizio alla fine, nonostante l’evidente incoraggiamento, dell’oratore regionale, il sindaco di Assemini Mario Puddu. Vuoi per colpa del ventaccio o degli ingombranti giubbotti che li affossavano, hanno pensato a uscire indenni dal tempestoso, causa vento, avvio della campagna elettorale. Qualcuno c’è riuscito, altri meno, ma chissenefrega: «I sondaggi sono tutti dalla nostra parte», si saranno detti fra loro dopo essersi tra l’altro conosciuti neanche un attimo prima. Solo Andrea Mura, il candidato-velista alla Camera, s’è presentato protetto appena da un abito neanche tanto pesante, ma se sei passato attraverso le tempeste oceaniche, il maestrale per lui dev’essere innocuo. Ed ecco subito svelato il perché del luogo azzardato. Alle spalle del gruppo, è ormeggiata «Vento di Sardegna», l’imbarcazione delle sue regate in solitaria. L’esordio ha strappato il primo applauso: «Tranquilli, la rotta è quella giusta». Per poi dire che se sarà eletto, si occuperà di turismo e sport: «È quello su cui sono ferrato, perché dovrei strafare?». E s’è dimostrato ferrato anche in altre risposte. Ad esempio a Cappellacci di Forza Italia, che in un’intervista a La Nuova ha rivelato «da sempre Andrea è vicino a noi», ha replicato così «Ugo è un amico e un ex mio allievo in barca, ma soprattutto una vecchia volpe. Se avesse avuto l’opportunità di avermi dalla sua parte, l’avrebbe colta al volo». Con una replica secca anche su come mai un velista stia con chi ha tagliato le Olimpiadi Roma 2024 e negato a Cagliari una possibilità. «Se devo essere sincero – ha detto – è stato meglio così. Non eravamo preparati e avremmo fatto una figuraccia». Chiusa la parentesi, è stato Puddu a dettare i tempi e, in quattro minuti quattro, gli altri candidati hanno raccontato tutti di una recente telefonata arrivata dallo staff del Movimento. Nardo Marino, giornalista, candidato a Olbia, l’ha rivissuta alla grande. «Bevevo un bicchiere di vino, ascoltavo della buona musica. Mi hanno chiamato, ho ascoltato. Ho chiuso, bevuto altro vino e riflettuto. Sono andato a letto e l’indomani ho accettato». Guarda com’è il destino: lavorava nell’emittente televisiva 5 Stelle, finita in malora per pesanti colpe altrui, ora è in corsa con i Cinque Stelle: un predestinato. «Nel movimento – ha detto – mi riconosco in pieno. Servono idee nuove, le nostre, per cambiare davvero l’Italia». Di Paese da rivoluzione ha parlato Mara Lapia, criminologa, candidata a Nuoro: «Gli italiani ci devono votare non perché siamo volti nuovi ma per la nostra competenza e onestà. Serve questo se vogliamo rivoltare la Nazione dalle fondamenta». Mentre «oggi l’Italia è imbalsamata E sapete di chi è la colpa? Di chi ci ha governato male fino a portarci al fallimento», s’è fatto la domanda e dato una risposta Pino Cabras, candidato del Sulcis. L’avvocato Mario Perantoni, in lizza a Sassari ha difeso la Costituzione: «Noi l’abbiamo protetta ad oltranza, e non per rimanere attaccati alle poltrone, ma per conto degli italiani». Delle sue origini ha accennato Gianni Marilotti, scrittore e vincitore del Premio Calvino, collegio centrosud per il Senato: «Politicamente nasco nei movimenti eco-pacifisti e che difendono i diritti dei più deboli. Quindi sono al posto giusto, nel momento giusto». A essere andato ancora più sul personale è stato Luciano Cadeddu, candidato a Oristano: «Sono un allevatore, finora mi hanno fregato», è stata la sua condanna emessa in apnea ma efficace. Emiliano Fenu, commercialista, candidato a Nuoro, s’è schierato contro Equitalia: «Fermiamola o sarà una mattanza». Alberto Manca, listino Centronord, ha parlato di Sardegna: «È trattata malissimo e cancelleremo quest’ingiustizia». Pino Cabras, dipendente Sfirs, l’ha presa da più lontano: «Con noi gli italiani passeranno dalla tristezza alla gioia». Forte dei cinque anni da deputata, Emanuela Corda è rimasta invece sulla stretta attualità: «Dopo aver dimostrato di stare nelle istituzioni, dimostreremo di saper governare». Sui titoli di coda, la profezia dell’avvocato Ettore Licheri, capolista nel collegio unico per il Senato: «Mi rivolgo a chi ha restituito le schede, alzate lo sguardo e votateci. Sopra di voi ci sono e ci saranno le stelle. Le nostre 5 stelle».
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