Ct1 verso la normalità i biglietti in vendita
di Luca Rojch
A breve la firma di Blue Air. L’assessore Careddu accelera sul nuovo bando
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SASSARI. Il puzzle della Continuità territoriale è quasi completo. Alitalia e Meridiana hanno già ripreso a vendere biglietti dopo la data dell’8 giugno. Blue Air lo farà dalla prossima settimana. Il pericolo di un buco nella Ct1 è scongiurato. E anche le polemiche di albergatori e tour operator che temevano una fuga dei turisti dall’isola. I biglietti da Roma e Milano per i tre scali sardi verranno ancora venduti. Con il vecchio regime, fino all’ingresso della nuova Ct1.
La vecchia Ct1. Fino all’entrata in vigore della nuova Ct1, resterà in vigore quella attuale, con tutte le integrazioni previste dalla cabina di monitoraggio che indicherà quanto incrementare le rotte.
La nuova Ct1. L’assessore ai Trasporti Carlo Careddu lavora ancora sulla nuova Ct1. In realtà il testo è già nelle sue mani, ma ora deve affrontare il mostro più difficile da sconfiggere, la burocrazia e i suoi tempi infiniti. «Ho parlato pochi minuti fa con il ministro Graziano Delrio – dice Careddu –, gli ho chiesto di accelerare i tempi. Vogliamo chiudere subito». Il prossimo passo è proprio la riunione con il Ministero dei Trasporti che dovrà condividere il testo elaborato dalla Regione. Poi il passaggio in commissione e in consiglio, e la pubblicazione del Bando. Solo sei mesi dopo si potranno aprire le buste e assegnare le rotte. Un percorso a ostacoli che dilata i tempi di una rivoluzione indispensabile. Resa ancora più impellente dalla posizione schizofrenica dell’Ue, che con una lettera ha bocciato la prima versione della nuova Ct1, quella realizzata sotto la guida dell’ex assessore Massimo Deiana.
Il nodo. La Regione si trova a portare avanti un diritto che l’Europa fa fatica a digerire, il diritto alla mobilità dei sardi. L’assessore Careddu ha costruito il nuovo modello di continuità su questo principio. Ma dall’altra parte si è trovato gli euroburocrati pronti a sostenere che ogni forma di sovvenzione per sostenere il costo dei voli sia una sorta di aiuto di Stato. A parte quelli minimi. E proprio sul concetto di minimo che si gioca la partita. Il peso del minimo è l’ago della bilancia. La Regione, stanca di dover aggiungere ogni settimane centinaia di posti in più rispetto a quelli previsti per garantire un servizio decente per i sardi e per chi arriva nell’isola, ha varato un modello con un numero di voli e una frequenza molto più robusta rispetto a quella che oggi è in vigore. Anche perché l’attuale Ct1 era stata concepita sulla base dei passeggeri trasportati nel 2011, nel pieno della crisi. Oggi i tre aeroporti sardi continuano a incrementare i numeri dei passeggeri, in particolare nelle rotte in continuità. Impensabile andare ancora avanti senza una nuova Ct1. Anche perché in questi anni la Ct2 è scomparsa e anche il traffico legato alle low cost si è concentrato in particolare nei mesi estivi.
La vecchia Ct1. Fino all’entrata in vigore della nuova Ct1, resterà in vigore quella attuale, con tutte le integrazioni previste dalla cabina di monitoraggio che indicherà quanto incrementare le rotte.
La nuova Ct1. L’assessore ai Trasporti Carlo Careddu lavora ancora sulla nuova Ct1. In realtà il testo è già nelle sue mani, ma ora deve affrontare il mostro più difficile da sconfiggere, la burocrazia e i suoi tempi infiniti. «Ho parlato pochi minuti fa con il ministro Graziano Delrio – dice Careddu –, gli ho chiesto di accelerare i tempi. Vogliamo chiudere subito». Il prossimo passo è proprio la riunione con il Ministero dei Trasporti che dovrà condividere il testo elaborato dalla Regione. Poi il passaggio in commissione e in consiglio, e la pubblicazione del Bando. Solo sei mesi dopo si potranno aprire le buste e assegnare le rotte. Un percorso a ostacoli che dilata i tempi di una rivoluzione indispensabile. Resa ancora più impellente dalla posizione schizofrenica dell’Ue, che con una lettera ha bocciato la prima versione della nuova Ct1, quella realizzata sotto la guida dell’ex assessore Massimo Deiana.
Il nodo. La Regione si trova a portare avanti un diritto che l’Europa fa fatica a digerire, il diritto alla mobilità dei sardi. L’assessore Careddu ha costruito il nuovo modello di continuità su questo principio. Ma dall’altra parte si è trovato gli euroburocrati pronti a sostenere che ogni forma di sovvenzione per sostenere il costo dei voli sia una sorta di aiuto di Stato. A parte quelli minimi. E proprio sul concetto di minimo che si gioca la partita. Il peso del minimo è l’ago della bilancia. La Regione, stanca di dover aggiungere ogni settimane centinaia di posti in più rispetto a quelli previsti per garantire un servizio decente per i sardi e per chi arriva nell’isola, ha varato un modello con un numero di voli e una frequenza molto più robusta rispetto a quella che oggi è in vigore. Anche perché l’attuale Ct1 era stata concepita sulla base dei passeggeri trasportati nel 2011, nel pieno della crisi. Oggi i tre aeroporti sardi continuano a incrementare i numeri dei passeggeri, in particolare nelle rotte in continuità. Impensabile andare ancora avanti senza una nuova Ct1. Anche perché in questi anni la Ct2 è scomparsa e anche il traffico legato alle low cost si è concentrato in particolare nei mesi estivi.
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