Lotta al decreto orlando
«Giudici onorari indispensabili»
I magistrati e la Regione appoggiano la vertenza dei Got e dei Vpo
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CAGLIARI. I magistrati onorari non ci stanno: prima un lungo sciopero ed ora una protesta a tutto campo appoggiata dal Consiglio regionale con una mozione che impegna la presidenza a sostenere la vertenza contro il governo. Pomo della discordia il decreto legislativo del 5 maggio dell’anno scorso, un testo punitivo che anziché riconoscere il contributo reso dai magistrati senza toga alla macchina della giustizia, taglia presenze e indennità di giudici di pace, giudici (Got) e viceprocuratori (Vpo) onorari per evitare - è la lettura diffusa - di stabilizzarli dopo anni, talvolta decenni, di servizio. L’atto del Guardasigilli Andrea Orlando è chiaro: d’ora in poi massimo due udienze la settimana, gli altri quattro giorni saranno coperti da duemila nuovi magistrati non professionali reclutati fra giovani legali, una sorta di suddivisione obbligata dell’impegno processuale cui corrisponderà inevitabilmente un crollo delle indennità. Conti alla mano ciascun magistrato onorario non guadagnerà più di 700 euro lordi al mese e per sbarcare il lunario dovrà cercarsi un lavoro integrativo destinato a minare la propria indipendenza. Restano disattese tutte le istanze stratificate in anni di rivendicazioni: niente tutele, diritti ridotti all’osso malgrado i giudici onorari decidano procedimenti penali e cause civili, sostengano l’accusa davanti ai tribunali monocratici operando a tutti gli effetti nel nome del popolo italiano.
Una cosa è certa: la battaglia non è finita, il decreto c’è ma in primavera il governo dovrà fare fagotto e i magistrati onorari, con le 108 procure della Repubblica che hanno contestato il provvedimento, non hanno intenzione di mollare: «Non è solo una questione di equa retribuzione - ha spiegato Daniela Muntoni, viceprocuratore a Oristano, in una conferenza stampa organizzata al fianco di magistrati professionali e avvocati - perché qui i danni più gravi li subiranno i cittadini». Nel 2016 i magistrati onorari sardi hanno sfornato 4000 sentenze, un numero che dimostra il peso del loro apporto al sistema giudiziario: «Sono figure indispensabili – ha tagliato corto Massimo Poddighe, presidente della sezione penale del tribunale di Cagliari - senza di loro non possiamo farcela». Significativo il dato fornito da Angelo Leuzzi, presidente della sezione civile: «In media un giudice onorario definisce 332 procedimenti l’anno, una quota fondamentale per tenere sotto controllo l’arretrato». Ma questi numeri però sembrano non parlare, soprattutto per chi non vuole sentire: «Le nuove norme peggiorano le cose» ha confermato Aldo Luchi, presidente dell’Ordine forense. (m.l)
Una cosa è certa: la battaglia non è finita, il decreto c’è ma in primavera il governo dovrà fare fagotto e i magistrati onorari, con le 108 procure della Repubblica che hanno contestato il provvedimento, non hanno intenzione di mollare: «Non è solo una questione di equa retribuzione - ha spiegato Daniela Muntoni, viceprocuratore a Oristano, in una conferenza stampa organizzata al fianco di magistrati professionali e avvocati - perché qui i danni più gravi li subiranno i cittadini». Nel 2016 i magistrati onorari sardi hanno sfornato 4000 sentenze, un numero che dimostra il peso del loro apporto al sistema giudiziario: «Sono figure indispensabili – ha tagliato corto Massimo Poddighe, presidente della sezione penale del tribunale di Cagliari - senza di loro non possiamo farcela». Significativo il dato fornito da Angelo Leuzzi, presidente della sezione civile: «In media un giudice onorario definisce 332 procedimenti l’anno, una quota fondamentale per tenere sotto controllo l’arretrato». Ma questi numeri però sembrano non parlare, soprattutto per chi non vuole sentire: «Le nuove norme peggiorano le cose» ha confermato Aldo Luchi, presidente dell’Ordine forense. (m.l)
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