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bilancio 2017 

Banca di Sassari, giù del 50% le spese per il personale

Banca di Sassari, giù del 50% le spese per il personale

SASSARI. Primo bilancio per la Banca di Sassari dopo la chiusura, nel 2016, di 44 sportelli – 43 in Sardegna e uno a Roma – e l’acquisizione da parte del gruppo emiliano Bper. Il conto economico...

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SASSARI. Primo bilancio per la Banca di Sassari dopo la chiusura, nel 2016, di 44 sportelli – 43 in Sardegna e uno a Roma – e l’acquisizione da parte del gruppo emiliano Bper. Il conto economico presenta al 31 dicembre 2017 un utile netto di 4,9 milioni di euro, in calo del 76% rispetto al precedente esercizio 2016, pari a 20,7 milioni.

L’istituto di credito, nato a Sassari nel 1888, si è trasformato nel 2016 in una società specializzata nel credito al consumo, perdendo così la sua funzione storica di retail, vale a dire di servizio al pubblico.

Come spiega Ivano Spallanzani (nella foto), presidente della Banca di Sassari, «si tratta di risultati preliminari, nelle more della presentazione del progetto di bilancio del gruppo Bper , che sarà approvato dal consiglio di amministrazione nella prossima seduta del 6 marzo».

Il bilancio appena presentato è il primo della “nuova” Banca di Sassari focalizzata sulla monetica, come i pagamenti informatizzati, e sul credito al consumo, come la cessione del quinto. «In questo senso, i dati di raffronto con il bilancio precedente perdono di significatività, anche perché l’esercizio 2016 risultava fortemente condizionato dall’esistenza di una sopravvenienza riferita alla cessione della partecipazione Visa che incideva positivamente per 20,8 milioni di euro al lordo delle imposte – si legge nel comunicato stampa della Banca di Sassari – . L’andamento mostra una diminuzione del margine di interesse e delle commissioni nette, ascrivibile al riposizionamento della Banca sulle nuove operazioni di impiego a seguito della cessione al Banco di Sardegna del ramo d’azienda relativo alle attività retail». La trasformazione della Banca di Sassari ha inciso positivamente sui costi operativi che si sono ridotti di circa il 40%, passando dai 52,2 milioni del dicembre 2016 ai 32,4 milioni del 2017. Fra questi, la voce più importante riguarda la spesa per il personale con un risparmio di 10,8 milioni di euro (-52,51%). In calo anche gli accantonamenti netti per deterioramento di crediti, pari a 1,1 milioni di euro, in calo rispetto ai 2,3 milioni del 2016. «Tutto ciò senza creare ripercussioni sul grado di copertura dei crediti deteriorati che rimane molto elevato al 56,98%», si sottolinea nella nota.

C’è grande soddisfazione per i risultati ottenuti. «La rifocalizzazione della Banca di Sassari sulle attività di Consumer Finance e Monetica, ha portato a un aumento dei prestiti personali passando da 23,3 milioni dello scorso anno agli attuali 241,6 (+218,3 milioni in valore assoluto) e a una maggiore diffusione delle carte prepagate, che diventano così la più importante forma tecnica di raccolta dalla clientela ordinaria».



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