La Pelosa cambia volto: via la strada asfaltata, arrivano le passerelle

Una rivoluzione per salvare la spiaggia dall’erosione. Stop ai parcheggi, spazio a terrazze panoramiche e pergole 

STINTINO. Via la strada asfaltata, che lascerà il posto a una passerella di legno montata su pali. Via le auto, dirottate su nuovi posteggi periferici e sostituite da bici, mezzi elettrici e soprattutto “piedi”. Via gli accessi delle ville e il vecchio “bar” in pietra che diventerà una moderna struttura con infopoint, bagni e primo soccorso. Spazio a terrazze panoramiche, a pergole per fare ombra, a luci radenti e discrete, a nuove piante e fiori. E soprattutto nuova vita per le dune, che sotto il lungomare sospeso potranno riprendere a “respirare”, a vivere, a crescere.



Cade il velo. Cade il velo su uno dei più importanti interventi di recupero ambientale mai visti in Sardegna. Non foss’altro perché la sua protagonista è tra le spiaggia più famose e belle del mondo: la Pelosa. Un progetto annunciato, inseguito per anni, ancora in parte da finanziare, ma che muove gli ultimi decisivi passi. E che, venerdì della prossima settimana, verrà presentato per la prima volta nella sua versione definitiva ai residenti di Stintino, la piccola perla del nord dell’Isola che ha l’onore e l’onere di custodire la spiaggia gioiello. Ultimo passaggio prima di approdare in conferenza dei servizi e arrivare, entro l’anno, al sospirato appalto.

Stintino. Un incontro pubblico nel quale saranno mostrati i quindici “rendering” elaborati dall’associazione temporanea di professionisti che si sono aggiudicati la progettazione dei lavori, di cui oggi vi mostriamo un’anteprima. Che meglio di mille parole raccontano cosa diventerà l’angolo di paradiso meta di centinaia di migliaia di turisti ogni anno, e che conserva uno spazio nei ricordi e nel cuore di ogni persona che abbia messo piede almeno una volta nell’Isola.

Il progetto. Centro del progetto da 18 milioni di euro è lo smantellamento della strada asfaltata nel tratto compreso tra il Gabbiano e la Pelosetta. Con la striscia di bitume che sarà sostituita da un sistema di passerelle in legno (per il rivestimento si userà il “rossiccio” Massaranduba) sopraelevato su pali. Che si aggiungeranno a quelle già esistenti che, da dieci anni, sono l’unico bastione contro l'erosione delle dune.

Il lungomare. Il lungomare sarà largo in media 4,5 metri e straborderà in alcune terrazze panoramiche. Sotto scorreranno i sotto servizi (idrico, telefonico, elettrico e fognatura) e sopra ci sarà una nuova rete di illuminazione, radente. E poi piste ciclabili, marciapiedi e, all’altezza della Pelosetta, una nuova piazza pedonale con punti di sosta all’ombra realizzati in legno e tela.

Le ville. Dalla passeggiata spariranno tutti gli accessi alle ville, con alcune delle aree private a ridosso del lungomare che saranno espropriate. I residenti avranno per loro due aree di parcheggi a monte delle abitazioni con accesso da via Angelo Moratti. Per arrivare alla Pelosetta invece ci saranno le navette.

Il bar. A cambiare profondamente sarà anche l’edificio ricoperto in pietra che ora ospita il centro servizi e un bar. Sarà parzialmente demolito, e la parte rimanente verrà rivestita in legno e ospiterà l’infopoint, bagni pubblici e il servizio di primo soccorso.

I parcheggi. Gli affollatissimi parcheggi pubblici che attualmente costeggiano la litoranea saranno ridistribuiti per circa il 70 per cento in due aree interne, e la viabilità dell’intero comparto di Capo Falcone sarà potenziata con la costruzione di tre rotonde e di quattro attraversamenti pedonali trasversali al lungomare, che permetteranno il collegamento delle aree a monte con la nuova passeggiata. Prevista poi una pista ciclabile, percorribile anche con mezzi elettrici, con aree di sosta per le bici vicine alle “passeggiate” che porteranno al litorale, anch’esse riqualificati.

Le dune. Ma il vero cuore del progetto è quello che scorrerà sotto la passerella in legno. Che darà nuova linfa alla delicatissima dinamica spiaggia-duna, oggi stravolta dalla strada litoranea. Dopo la rimozione, sotto la passerella, si realizzerà un intervento di ricostituzione con la sabbia sottomarina che si deposita all’ingresso del porticciolo dell’Ancora (ricca di materiale organico in grado di “rivitalizzare” il sistema e rialimentare la spiaggia) vegetazione e materiale da cava selezionato.

Il gioiello. Un progetto diviso in 5 lotti. Con i primi due, che prevedono lo smantellamento della strada asfaltata nel tratto compreso tra il Gabbiano e la Pelosetta, già finanziati con 5,5 milioni di fondi europei. Per gli altri 12,5 è caccia ai fondi. Ma, di fronte a un simile gioiello da difendere, nessuno potrà tirarsi indietro.

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