La Nuova Sardegna

La Difesa: mai usato armi pericolose

La Difesa: mai usato armi pericolose

Lo Stato maggiore: abbiamo la massima attenzione per la salute dei nostri militari

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SASSARI. La commissione di inchiesta sull’uranio impoverito ha lanciato accuse pesantissime non solo ministero della Difesa, ma sui vertici dell’esercito. La relazione afferma che ci sia un nesso tra uranio impoverito e patologie dei militari.

Un atto di accusa a cui lo Stato maggiore della Difesa risponde in modo fermo e durissimo. «Sulla “Relazione finale” presentata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, lo Stato maggiore della Difesa ribadisce che le Forze armate italiane mai hanno acquistato o impiegato munizionamento contenente uranio impoverito – riporta il comunicato –. Questa verità è emersa ed è stata confermata anche dalle commissioni tecnico-scientifiche ingaggiate dalle quattro Commissioni parlamentari che, dal 2005 a oggi, hanno indagato su questo aspetto. Centinaia di ispezioni in siti militari, in aree addestrative e poligoni, con decine e decine di analisi dei suoli e delle acque, hanno concordemente escluso la presenza di uranio impoverito proveniente da munizionamento, e dispiace che questo dato, oggettivo e inoppugnabile, sia stato omesso nelle dichiarazioni pubbliche della Commissione».

La commissione è arrivata a parlare di «negazionismo» e di pericoli per i militari che prestano servizio, ma la Difesa respinge qualsiasi accusa.

«Si sottolinea che le forze armate tutelano la salute del proprio personale adottando tutte le cautele e controlli sanitari periodici – continua il documento –. Questa attenzione è dedicata non solo al personale, ma anche all'ambiente in cui esso si trova a operare, tanto in Italia quanto all'estero. I vertici militari sentono come prima responsabilità e dovere quello di preservare e difendere la salute del proprio personale in ogni circostanza. Anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate da Giorgio Trenta, presidente dell'Associazione italiana di radioprotezione medica, e da altri oncologi le forze armate respingono con fermezza le inaccettabili accuse mosse dalla quarta Commissione, ribadendo la più completa disponibilità alla collaborazione, come peraltro dimostrato anche in sede di tavolo tecnico negoziale con la Commissione, e sottolineano la assoluta trasparenza di tutte le loro attività». Parole che sembrano benzina sul fuoco della polemica.



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