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Corda: il futuro è la green economy

Corda: il futuro è la green economy

«Per rilanciare le imprese proponiamo la Banca degli investimenti»

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SASSARI. Reddito di cittadinanza, banca pubblica degli investimenti e un’industria sostenibile. Per il rilancio dell’economia isolana la deputata uscente del Movimento 5 stelle, Emanuela Corda, candidata come capolista nel collegio plurinominale del Sud, scommette su queste tre carte.

Lavoro. «In Sardegna il tasso di disoccupazione è molto alto. E per ridare ossigeno a chi è rimasto senza lavoro bisognerebbe istituire il reddito di cittadinanza. Noi proponiamo di dare 2 miliardi di euro ai centri per l’impiego proprio con questa finalità».

Trasporti. «In questi 5 anni ho toccato con mano le inefficienze dei collegamenti tra la Sardegna e la penisola. Purtroppo paghiamo la cialtroneria, le promesse mancate di una classe politica che non ha saputo ridurre gli svantaggi per chi vive nell’isola. È un settore troppo delicato che deve essere affrontato con più professionalità, soprattutto nei rapporti con l’Unione europea».

Turismo. «È un tema legato a quello dei trasporti. Se non vengono potenziati, se non si prevedono più voli non si riuscirà mai ad andare oltre la stagione estiva. Ma bisogna puntare anche di più sulla comunicazione, fare conoscere di più la Sardegna. Non solo il mare, ma le sue tipicità, le sue tradizioni, la sua storia. Basta pensare alle potenzialità che ha il patrimonio nuragico».

Urbanistica. «Prima di creare nuove costruzioni interveniamo sull’esistente. Meglio restaurare quello che si può. Noi siamo per la salvaguardia del territorio, per un tipo di sviluppo che provochi il minore impatto possibile. Le coste sono la nostra risorsa».

Industria. «Il modello che è stato inseguito fino ad oggi è stato fallimentare: gestione dissennata del territorio, bonifiche mai avviate. Purtroppo l’industria ha creato solo disoccupazione e assistenzialismo fuori controllo. Il futuro è la green economy. Solo dal riciclo dei rifiuti potrebbero essere creati in Italia 200mila posti di lavoro. E poi puntiamo sulle energie rinnovabili: ogni miliardo investito sono 17mila posti di lavoro. Insomma, noi siamo per un modello di industria che va in direzione opposta rispetto a quello di oggi».

Agricoltura. «La Banca degli investimenti che il M5s propone potrà ridare ossigeno anche alle imprese agricole, perché faciliterebbe l’accesso al credito. Nessuno deve essere lasciato indietro. Ma pensiamo anche che vadano rivisti i trattati europei che penalizzano le produzioni locali, che non tengono conto delle tipicità dei territori. Finora l’Italia non è riuscita a farsi valere».

Spopolamento. «Bisogna fare un ragionamento di sistema. Se non si risolvono i problemi di viabilità, trasporti, occupazione sarà difficile che le zone interne possano attrarre imprese a investire. E inevitabilmente i piccoli centri continueranno a svuotarsi».

Infrastrutture. «Vale lo stesso discorso dell’urbanistica. Prima si pensi a sistemare quello che già c’è, poi eventualmente si possono fare nuovi investimenti. Risparmiamo sul consumo del suolo».

Parchi. «Vanno valorizzati, esistono sulla carta, ma spesso sono poco conosciuti. Serve un rilancio».

Insularità. «Ormai è diventata uno spot politico. Ma in realtà un concetto ovvio, ribadito dalla Costituzioni, dallo Statuto speciale. La colpa è solo della politica che non è stata in grado di fare valere le peculiarità della Sardegna, trasformandole in problemi». (al.pi.)

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