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L’isola sconvolta da Cleopatra: 19 le vittime

L’isola sconvolta da Cleopatra: 19 le vittime

Solo a Olbia il 18 novembre del 2013 morirono nove persone, tradite dalla furia delle acque

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OLBIA. Il 18 novembre 2013 è un giorno impresso nell’anima dei sardi, e ancora più dei galluresi che lo hanno vissuto da protagonisti. Eroi e vittime immersi tra fango e disperazione. Alla fine di quella giornata tragica la conta delle vittime diede la dimensione del disastro dell’alluvione. A Olbia morirono 9 persone. 4 ad Arzachena, sei tra la Barbagia e il resto dell’isola. Il conto totale fu di 19 vittime. La scuola di Maria Rocca è diventata il simbolo di quella alluvione. Il simbolo della fragilità e della leggerezza edilizia con cui in passato si era costruito. I genitori furono chiamati dai dirigenti e venne chiesto loro di portare a casa i figli. Qualche ora più tardi la scuola venne travolta dalla piena. E la conta dei morti non si trasformò in ecatombe solo per la prontezza degli insegnanti e dei genitori. La vecchia scuola di Maria Rocca, con un canale tombato che scorre in giardino, venne chiusa dall’ex sindaco Gianni Giovannelli. Subito dopo la scelta di ricostruirla da un’altra parte, in un luogo più sicuro, finalmente lontana dai canali. Cambiata la giunta, il nuovo sindaco Settimo Nizzi ha poi deciso di riaprire anche la vecchia scuola, lo scorso settembre. Le scuole di Olbia sono in continua emergenza sovraffollamento. Inoltre l’attuale maggioranza non considera Maria Rocca più pericolosa degli altri istituti sparsi per la città, anche loro invasi dal fango. «In caso di allerta la scuola non aprirà nemmeno, in più stiamo intervenendo sul canale tombato», ha più volte assicurato Nizzi. La nuova Maria Rocca, comunque, è stata finalmente costruita e ieri è stata inaugurata. Ma presto cominceranno anche i lavori che daranno alla luce un altro edificio ancora, sempre figlio della solidarietà e della stessa raccolta fondi. Il Corriere della Sera e il Tg La7 avevano infatti messo insieme oltre 1 milione di euro. Tutti soldi che saranno impiegati nella costruzione di una materna, accanto alla nuova elementare. In tanti, ieri mattina, si sono complimentati con la Pip Planetta, la ditta che ha eseguito i lavori in via Vicenza, cominciati nell’estate 2016 e durati circa un anno. «La nostra società ha conosciuto tre generazioni ma non aveva mai costruito un edificio frutto della solidarietà – racconta l’amministratore, Francesco Planetta –. È stata un’opera di bene. E anche per questo abbiamo fatto di tutto per andare incontro al Comune e ai benefattori. Anche per noi è stata una bella esperienza».

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