Olbia, rinasce la scuola simbolo dell’alluvione
di Dario Budroni
Ricostruita la primaria di Maria Rocca, danneggiata dal ciclone Cleopatra La struttura realizzata anche con le donazioni dei lettori della Nuova
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OLBIA. I bambini sono scattati veloci come fulmini. La maggior parte di loro non aveva mai provato l’effetto di aggirarsi per aule e corridoi di una scuola degna di questo nome. Ieri mattina, dopo il taglio del nastro, il loro entusiasmo è diventato quasi incontenibile. Alcuni si sono messi in posa per sorridere davanti agli smartphone dei loro genitori. Altri invece si sono precipitati nelle aule per scegliere fin da subito il banco dove studiare da qui alla fine dell’anno. La storia della nuova scuola di Maria Rocca è cominciata così, con il ritorno alla normalità, con la piacevole sensazione di non sentirsi più ospiti di altre strutture. Non è stata soltanto una inaugurazione. L’apertura della scuola di via Vicenza è stato un passo verso il futuro. Un messaggio carico di memoria e di consapevolezza indirizzato a tutta la comunità. Da ieri Olbia ha una scuola elementare nuova e soprattutto sicura, immaginata al posto di un istituto tirato su circa 30 anni fa a ridosso di un canale tombato. Il nuovo edificio è stato costruito grazie ai soldi donati da chi non ha voluto lasciare soli gli olbiesi nei loro giorni più tristi. E cioè i giorni del novembre del 2013, i giorni dell’alluvione, i giorni dei morti annegati e dei canali che sono entrati dentro case, scuole e negozi. La Nuova Sardegna e i suoi lettori, nelle settimane successive al passaggio del ciclone Cleopatra, avevano messo insieme 98mila euro. Tutti soldi che hanno contribuito alla costruzione della scuola.
Regalo a Olbia. Il nuovo istituto è frutto della solidarietà. È figlio di tutte quelle persone che oltre quattro anni fa hanno voluto tendere la mano a Olbia. La Fondazione di Sardegna, che ha coordinato le operazioni insieme al Comune fin dal primo momento, ha messo insieme e donato circa 1 milione e 600mila euro. E lo ha fatto insieme ad Acri, Banco di Sardegna, Bper, Banca di Sassari e Optima sim. Poi Meridiana fly, che invece ha partecipato con 170mila euro. La Nuova Sardegna, con i suoi dipendenti e i suoi lettori, coinvolti in una sottoscrizione, ha messo a disposizione 98mila euro. Al progetto preliminare ci ha pensato l’ordine degli architetti, che aveva indetto un concorso vinto da un architetto che ai tempi aveva soli 27 anni, Giuseppe Diana.
La scuola simbolo. Davanti alle porte della nuova scuola, ieri mattina, è stato srotolato un lungo nastro tricolore. A tagliarlo è stato il sindaco Settimo Nizzi, accanto ad Antonello Cabras, presidente della Fondazione di Sardegna. «A nome di tutta la comunità olbiese ringrazio chi ha costruito questa scuola – ha detto Nizzi –. Chi ricorda cosa è successo quel tragico 18 novembre non può non essere grato a chi ha permesso di lanciare questo bel messaggio alle nuove generazioni. Siamo tutti consapevoli che la città dovrà ripartire da qui. Quindi grazie a chi ha voluto aiutare la città e grazie anche ai tecnici e i dirigenti del Comune. È stato un lavoro di squadra. Ed è bene ricordare, quindi, che il percorso di questa nuova scuola era cominciato con la precedente amministrazione». Antonello Cabras, felice dopo oltre quattro anni di lavoro, ha messo l’accento sull’importanza di una nuova coscienza collettiva. «Questo è un momento di festa che conclude un lungo percorso – ha commentato Cabras –. Ma è anche un momento che ci spinge a interrogarci. Per esempio su tutte quelle volte che, per la fretta di dare delle risposte ai cittadini, spesso si costruisce senza tenere conto del territorio».
Gioco di squadra. Soddisfatto il direttore della Nuova Sardegna, Antonio Di Rosa. «Sul giornale abbiamo ribadito l’importanza di costruire le città senza mai dimenticare la sicurezza, perché dietro questa parola c’è la vita delle persone – ha detto Di Rosa –. È da esempi come questo che si ripensa una città. Il giornale e i suoi lettori hanno contribuito in maniera adeguata e l’aver aiutato a costruire una scuola è stato per noi fondamentale». All’inaugurazione hanno partecipato tutti coloro che hanno partecipato alla maratona di solidarietà. «Nel post alluvione siamo intervenuti in più zone della Sardegna, sempre nell’ambito della cultura e dell’istruzione. E siamo stati ben felici di aiutare a costruire una scuola anche a Olbia», ha spiegato Antonello Arru, presidente del Banco di Sardegna. «Quando accadono cose terribili come un’alluvione, la solidarietà non può non scattare» ha aggiunto Ivano Spallanzani, presidente della Banca di Sassari. E all’inaugurazione non è mancata Meridiana fly. «Porto i saluti del presidente di Alisarda Marco Rigotti – ha detto Loredana De Filippo –. Clienti e dipendenti hanno aderito con entusiasmo alla raccolta fondi. Quando la Fondazione ci ha coinvolti, abbiamo subito manifestato il desiderio di lasciare una bella testimonianza alla città».
Una scuola moderna. La nuova Maria Rocca, benedetta da don Andrea Raffatellu, è stata costruita nel quartiere di Zona Bandinu, accanto all’istituto comprensivo di cui fa parte. Un edificio a due piani e composto da dieci aule, più la biblioteca e la sala professori. Il Comune ha aggiunto 360mila euro, per assicurare alla scuola un moderno impianto di riscaldamento a pavimento. Accanto alla scuola sono in costruzione già da diversi mesi altre due strutture: la mensa e la sala polivalente. Un modo per completare il nuovo plesso scolastico. Per questo intervento il Comune, un anno fa, ha investito circa 1 milione di euro.
Regalo a Olbia. Il nuovo istituto è frutto della solidarietà. È figlio di tutte quelle persone che oltre quattro anni fa hanno voluto tendere la mano a Olbia. La Fondazione di Sardegna, che ha coordinato le operazioni insieme al Comune fin dal primo momento, ha messo insieme e donato circa 1 milione e 600mila euro. E lo ha fatto insieme ad Acri, Banco di Sardegna, Bper, Banca di Sassari e Optima sim. Poi Meridiana fly, che invece ha partecipato con 170mila euro. La Nuova Sardegna, con i suoi dipendenti e i suoi lettori, coinvolti in una sottoscrizione, ha messo a disposizione 98mila euro. Al progetto preliminare ci ha pensato l’ordine degli architetti, che aveva indetto un concorso vinto da un architetto che ai tempi aveva soli 27 anni, Giuseppe Diana.
La scuola simbolo. Davanti alle porte della nuova scuola, ieri mattina, è stato srotolato un lungo nastro tricolore. A tagliarlo è stato il sindaco Settimo Nizzi, accanto ad Antonello Cabras, presidente della Fondazione di Sardegna. «A nome di tutta la comunità olbiese ringrazio chi ha costruito questa scuola – ha detto Nizzi –. Chi ricorda cosa è successo quel tragico 18 novembre non può non essere grato a chi ha permesso di lanciare questo bel messaggio alle nuove generazioni. Siamo tutti consapevoli che la città dovrà ripartire da qui. Quindi grazie a chi ha voluto aiutare la città e grazie anche ai tecnici e i dirigenti del Comune. È stato un lavoro di squadra. Ed è bene ricordare, quindi, che il percorso di questa nuova scuola era cominciato con la precedente amministrazione». Antonello Cabras, felice dopo oltre quattro anni di lavoro, ha messo l’accento sull’importanza di una nuova coscienza collettiva. «Questo è un momento di festa che conclude un lungo percorso – ha commentato Cabras –. Ma è anche un momento che ci spinge a interrogarci. Per esempio su tutte quelle volte che, per la fretta di dare delle risposte ai cittadini, spesso si costruisce senza tenere conto del territorio».
Gioco di squadra. Soddisfatto il direttore della Nuova Sardegna, Antonio Di Rosa. «Sul giornale abbiamo ribadito l’importanza di costruire le città senza mai dimenticare la sicurezza, perché dietro questa parola c’è la vita delle persone – ha detto Di Rosa –. È da esempi come questo che si ripensa una città. Il giornale e i suoi lettori hanno contribuito in maniera adeguata e l’aver aiutato a costruire una scuola è stato per noi fondamentale». All’inaugurazione hanno partecipato tutti coloro che hanno partecipato alla maratona di solidarietà. «Nel post alluvione siamo intervenuti in più zone della Sardegna, sempre nell’ambito della cultura e dell’istruzione. E siamo stati ben felici di aiutare a costruire una scuola anche a Olbia», ha spiegato Antonello Arru, presidente del Banco di Sardegna. «Quando accadono cose terribili come un’alluvione, la solidarietà non può non scattare» ha aggiunto Ivano Spallanzani, presidente della Banca di Sassari. E all’inaugurazione non è mancata Meridiana fly. «Porto i saluti del presidente di Alisarda Marco Rigotti – ha detto Loredana De Filippo –. Clienti e dipendenti hanno aderito con entusiasmo alla raccolta fondi. Quando la Fondazione ci ha coinvolti, abbiamo subito manifestato il desiderio di lasciare una bella testimonianza alla città».
Una scuola moderna. La nuova Maria Rocca, benedetta da don Andrea Raffatellu, è stata costruita nel quartiere di Zona Bandinu, accanto all’istituto comprensivo di cui fa parte. Un edificio a due piani e composto da dieci aule, più la biblioteca e la sala professori. Il Comune ha aggiunto 360mila euro, per assicurare alla scuola un moderno impianto di riscaldamento a pavimento. Accanto alla scuola sono in costruzione già da diversi mesi altre due strutture: la mensa e la sala polivalente. Un modo per completare il nuovo plesso scolastico. Per questo intervento il Comune, un anno fa, ha investito circa 1 milione di euro.
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