Appalti, legge ferma da mesi in Consiglio
L’ex assessore Maninchedda: «Va approvata subito perché rimetterebbe in corsa le imprese sarde»
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CAGLIARI. La nuova legge sugli appalti è ferma da dieci mesi in Consiglio regionale e se finora a protestare erano state soprattutto le associazioni dei costruttori e degli artigiani, ora «il congelamento» è diventato un caso politico. A sollevarlo è stato il Partito dei sardi, che l’altro giorno s’è riunito a Tramatza, per denunciare il rischio di «un possibile boicottaggio della legge». A presentarla, nell’aprile del 2017, era stato l’allora assessore ai lavori pubblici Paolo Maninchedda, ora segretario nazionale del Pds. Sul suo blog ha scritto: «È una legge molto innovativa, discussa e condivisa a suo tempo con i sindacati e gli imprenditori, che semplifica il percorso normativo, aiuta lo sviluppo delle progettazioni, premia la fornitura a chilometro zero dei materiali, premia la qualità architettonica, premia la solidarietà delle aziende che intervengono a tutela del territorio. Bene, questa legge giace in Consiglio regionale da dieci mesi, senza che neanche sia messa in discussione in commissione lavori pubblici».
Oltre la denuncia. Il Partito dei sardi è andato oltre la denuncia sul blog. Ha convocato la direzione regionale e annunciato per mercoledì una conferenza stampa in cui «spiegheremo nel dettaglio quali sono stati gli effetti negativi del blocco della legge sull’edilizia e soprattutto sugli appalti pubblici sempre più assegnati alle imprese della penisola, per colpa di un mercato che non è regolato come dovrebbe essere e continua a essere terra di conquista per i forestieri».
Attività bloccata. È quella – secondo il Pds - del Consiglio regionale, finito in una sorta di congelatore – ha scritto di recente il capogruppo Gianfranco Congiu – per «colpa delle prossime elezioni politiche, con gran parte del lavoro rinviato all’indomani del 4 marzo». Circostanza però, va ricordata, smentita dal presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, con queste parole: «Le commissioni continuano a riunirsi». Anche se è un dato di fatto la legge sugli appalti pare essersi fermata su un binario morto.
La sferzata. Quanto denunciato dal Pds ha avuto un effetto immediato. Dai banchi della maggioranza di centrosinistra il capogruppo di Mdp, Daniele Cocco, ha detto: «È una legge decisiva e che può davvero riequilibrare il mercato degli appalti. Per questo dovrà esserci un’accelerazione e il via libera del Consiglio dovrà arrivare in tempi molto stretti». La minoranza di centrodestra ha sfruttato l’occasione per attaccare gli avversari. Michele Cossa e Attilio Dedoni dei Riformatori hanno dichiarato: «L'economia trarrebbe un enorme beneficio se si allargassero le opportunità di partecipazione agli appalti pubblici alle imprese locali, oggi penalizzate da una normativa nazionale che favorisce i grandi gruppi imprenditoriali. Il fatto che la maggioranza di centrosinistra la stia sostanzialmente affossando è molto grave». Per Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia, «La proposta di legge deve essere licenziata immediatamente e non è in alcun modo giustificabile l’immobilismo della politica. Tra l’altro i contenuti del testo licenziato dall’allora assessore Maninchedda, sono assolutamente condivisibili e rilancerebbero le imprese sarde».
Oltre la denuncia. Il Partito dei sardi è andato oltre la denuncia sul blog. Ha convocato la direzione regionale e annunciato per mercoledì una conferenza stampa in cui «spiegheremo nel dettaglio quali sono stati gli effetti negativi del blocco della legge sull’edilizia e soprattutto sugli appalti pubblici sempre più assegnati alle imprese della penisola, per colpa di un mercato che non è regolato come dovrebbe essere e continua a essere terra di conquista per i forestieri».
Attività bloccata. È quella – secondo il Pds - del Consiglio regionale, finito in una sorta di congelatore – ha scritto di recente il capogruppo Gianfranco Congiu – per «colpa delle prossime elezioni politiche, con gran parte del lavoro rinviato all’indomani del 4 marzo». Circostanza però, va ricordata, smentita dal presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, con queste parole: «Le commissioni continuano a riunirsi». Anche se è un dato di fatto la legge sugli appalti pare essersi fermata su un binario morto.
La sferzata. Quanto denunciato dal Pds ha avuto un effetto immediato. Dai banchi della maggioranza di centrosinistra il capogruppo di Mdp, Daniele Cocco, ha detto: «È una legge decisiva e che può davvero riequilibrare il mercato degli appalti. Per questo dovrà esserci un’accelerazione e il via libera del Consiglio dovrà arrivare in tempi molto stretti». La minoranza di centrodestra ha sfruttato l’occasione per attaccare gli avversari. Michele Cossa e Attilio Dedoni dei Riformatori hanno dichiarato: «L'economia trarrebbe un enorme beneficio se si allargassero le opportunità di partecipazione agli appalti pubblici alle imprese locali, oggi penalizzate da una normativa nazionale che favorisce i grandi gruppi imprenditoriali. Il fatto che la maggioranza di centrosinistra la stia sostanzialmente affossando è molto grave». Per Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia, «La proposta di legge deve essere licenziata immediatamente e non è in alcun modo giustificabile l’immobilismo della politica. Tra l’altro i contenuti del testo licenziato dall’allora assessore Maninchedda, sono assolutamente condivisibili e rilancerebbero le imprese sarde».
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