Auto elettriche, 8 Comuni in rete
Progetto della Regione per installare 650 colonnine. Ci saranno anche sulla 131 e sulla Sassari-Olbia
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CAGLIARI. Otto comuni nella rete delle “auto elettriche” voluta dalla Regione e sono Alghero, Cagliari, Nuoro, Olbia, Oristano, Porto Torres, Quartu e Sassari. Seicentocinquanta centraline per la ricarica delle batterie nelle città, negli aeroporti, nei porti e sulle statali. Dalla Carlo Felice alla 131 per Nuoro, dalla Sassari-Olbia all’Iglesiente e, una volta firmato l’accordo con l’Anas, saranno strategiche anche per intercettare d’estate il via vai dei turisti. Otto massimo dieci euro il prezzo del “pieno” per andare da Nord a Sud della Sardegna: è la metà di quanto un automobilista spenderebbe oggi. Servono altri numeri, altri esempi per dimostrare che la “mobilità elettrica” è il futuro? No, anzi forse uno, quello ricordato dal sindaco di Nuoro Andrea Soddu: «Siamo in testa nella classifica nazionale delle città con la migliore qualità dell’aria. Subito dopo di noi c’è Oristano. È un primato che vogliamo conservare». Senza più benzina e diesel nei motori, i fumi che producono sono una sciagura per l’ambiente, il record di una «vita green» potrà essere conquistato anche dagli altri Comuni.
Il progetto. «Questo sarà l’anno della mobilità elettrica», ha detto il governatore Francesco Pigliaru poco prima della firma dell’accordo-starter, controfirmato da sindaci, vicesindaci e assessori. Il maxi progetto – uno dei primi in Italia su scala regionale – è stato finanziato con 11 milioni, arrivati dal Patto per la Sardegna 2016, e ad aprile sarà pubblicato il bando. «Daremo in appalto – ha sottolineato l’assessora all’industria Maria Grazia Piras – la costruzione di ben 650 centraline distribuite in cinque macro aree con all’interno gli otto Comuni». Se non ci saranno intoppi, la gara potrebbe essere assegnata entro l’anno.
Il via ufficiale. «Partiamo con le infrastrutture – ha aggiunto Pigliaru – perché sono la base di ogni progetto. Poi, con una seconda tappa, incentiveremo l’acquisto di mezzi elettrici soprattutto da parte degli autonoleggiatori. Per essere ancora più chiari, vorremo che presto il turisti arrivi in Sardegna, sapendo di avere a disposizione una rete diffusa di trasporto privato non inquinante con cui potrà spostarsi da una parte all’altra dell’isola». È stato Alfonso Damiano dell’università di Cagliari, partner del progetto, a spiegare nei dettagli la rete. Sulle mappe delle città sono comparsi i «punti di carica»: da quelli veloci, sono sufficienti venti minuti per un pieno, ai più lenti in cui è necessaria invece mezza giornata. «Li abbiamo distribuiti sul territorio – ha detto – in pieno accordo con i Comuni: 299 nel Cagliaritano, 146 all’interno della Rete metropolitana del Nord Sardegna, 72 in quella del Nord Ovest e infine 54 nel Nuorese e altrettante nell’Oristanese».
I sindaci. Tutti soddisfatti. A cominciare da Settimo Nizzi, Olbia, che senza dimenticare le origini politiche, «sono di Forza Italia e il Patto per la Sardegna è l’unica cosa che salvo del governo Renzi», ha detto: «Dalla sperimentazione, passiamo alla fase operativa e la mobilità elettrica diventerà un’importante offerta turistica in più». Per Massimo Zedda, Cagliari, «dobbiamo decongestionare le città dal traffico delle auto tradizionali e quelle elettriche sono l’esatto punto di arrivo in tutte le grandi capitali europee». Secondo il vicesindaco di Sassari Fabio Pinna «è un progetto essenziale per migliorare la qualità della vita nelle grandi aree urbane». Infine Pupa Tarantini, assessora ai trasporti del comune di Oristano, «dobbiamo investire molto sul turismo green: è questa la nuova frontiera».
La Regione. Pigliaru lo ha detto subito dopo la firma del prtocollo: «Il futuro avanza sempre più velocemente e se vogliamo essere in prima fila, dobbiamo anticiparlo e accelerare le procedure per raggiungere l’obiettivo che abbiamo: una mobilità elettrica garantita da un capo all’altro della Sardegna». (ua)
Il progetto. «Questo sarà l’anno della mobilità elettrica», ha detto il governatore Francesco Pigliaru poco prima della firma dell’accordo-starter, controfirmato da sindaci, vicesindaci e assessori. Il maxi progetto – uno dei primi in Italia su scala regionale – è stato finanziato con 11 milioni, arrivati dal Patto per la Sardegna 2016, e ad aprile sarà pubblicato il bando. «Daremo in appalto – ha sottolineato l’assessora all’industria Maria Grazia Piras – la costruzione di ben 650 centraline distribuite in cinque macro aree con all’interno gli otto Comuni». Se non ci saranno intoppi, la gara potrebbe essere assegnata entro l’anno.
Il via ufficiale. «Partiamo con le infrastrutture – ha aggiunto Pigliaru – perché sono la base di ogni progetto. Poi, con una seconda tappa, incentiveremo l’acquisto di mezzi elettrici soprattutto da parte degli autonoleggiatori. Per essere ancora più chiari, vorremo che presto il turisti arrivi in Sardegna, sapendo di avere a disposizione una rete diffusa di trasporto privato non inquinante con cui potrà spostarsi da una parte all’altra dell’isola». È stato Alfonso Damiano dell’università di Cagliari, partner del progetto, a spiegare nei dettagli la rete. Sulle mappe delle città sono comparsi i «punti di carica»: da quelli veloci, sono sufficienti venti minuti per un pieno, ai più lenti in cui è necessaria invece mezza giornata. «Li abbiamo distribuiti sul territorio – ha detto – in pieno accordo con i Comuni: 299 nel Cagliaritano, 146 all’interno della Rete metropolitana del Nord Sardegna, 72 in quella del Nord Ovest e infine 54 nel Nuorese e altrettante nell’Oristanese».
I sindaci. Tutti soddisfatti. A cominciare da Settimo Nizzi, Olbia, che senza dimenticare le origini politiche, «sono di Forza Italia e il Patto per la Sardegna è l’unica cosa che salvo del governo Renzi», ha detto: «Dalla sperimentazione, passiamo alla fase operativa e la mobilità elettrica diventerà un’importante offerta turistica in più». Per Massimo Zedda, Cagliari, «dobbiamo decongestionare le città dal traffico delle auto tradizionali e quelle elettriche sono l’esatto punto di arrivo in tutte le grandi capitali europee». Secondo il vicesindaco di Sassari Fabio Pinna «è un progetto essenziale per migliorare la qualità della vita nelle grandi aree urbane». Infine Pupa Tarantini, assessora ai trasporti del comune di Oristano, «dobbiamo investire molto sul turismo green: è questa la nuova frontiera».
La Regione. Pigliaru lo ha detto subito dopo la firma del prtocollo: «Il futuro avanza sempre più velocemente e se vogliamo essere in prima fila, dobbiamo anticiparlo e accelerare le procedure per raggiungere l’obiettivo che abbiamo: una mobilità elettrica garantita da un capo all’altro della Sardegna». (ua)
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