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Associazione Impastato, Piredda referente

Associazione Impastato, Piredda referente

Lotta alle mafie, responsabile per Cagliari la funzionaria che denunciò lo scandalo dei fondi ai gruppi

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CAGLIARI. Indifferenza e rassegnazione, i terreni di coltura ideali per tutte le forme di mafia, per la corruzione, per l’illegalità che frena il progresso civile e dissolve il futuro. Nata a Tempio Pausania su iniziativa del sardo-siculo Francesco Puliafito per tenere accesi il ricordo e l’esempio di Peppino Impastato, il giornalista attivista ucciso quarant’anni fa da Cosa Nostra, l’associazione Casa Memoria ha scelto il portabandiera per la nuova sede cagliaritana, legata strettamente all’attività di quella gallurese: è Ornella Piredda, l’irriducibile funzionaria della Regione che con le sue denunce ha aperto la strada alla più vasta e clamorosa inchiesta giudiziaria sull’illegalità nella politica, con 84 tra consiglieri, ex consiglieri e parlamentari sardi indagati per peculato, finora venti condannati. L’occasione per ufficializzare la scelta è stata l’affollatissimo incontro-spettacolo organizzato l’altra sera al teatro Leopardi di Pirri e condotto dal giornalista Luigi Alfonso, dove tra musica d’autore, racconti a più voci, immagini e un filo di commozione sono stati ripercorsi i passaggi non solo tragici della vita di Impastato, cresciuto in una famiglia vicina alla mafia e divenuto simbolo della lotta alla criminalità organizzata per le sue coraggiose denunce tra radio e attività giornalistica. Solo ventiquattr’anni dopo la sua morte, in un groviglio di depistaggi e di omertà, vennero condannati per l’omicidio il boss Gaetano Badalamenti e il suo collaboratore Vito Palazzolo. Ma mentre la giustizia faceva il suo lento corso la figura di Impastato era già fra le memorie che non si cancellano, per chi ha a cuore la civiltà.

Ornella Piredda lavorerà insieme a Milena Pisano e a Salvatore Bandinu per portare nelle scuole della Sardegna l’esempio di quel giovane ammazzato a trent’anni per i suoi ideali: «Abbiamo fiducia nei giovani e abbiamo la speranza che almeno loro si salvino dalla rassegnazione». Incontri, conferenze, attività didattiche all’interno di un programma triennale che l’associazione è decisa a mettere in atto con uno sguardo rivolto e verso gli ultimi. Il modo migliore per onorare il ricordo di un eroe autentico della lotta alle mafie, di una vita spezzata in ragione di un’idea profonda di difesa della libertà che non è morta con lui. Informazioni sul sito www.casamemoria.it. (m.l)

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