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Fasolino: il golf allunga la stagione

Fasolino: il golf allunga la stagione

«Regia unica degli aeroporti e grandi eventi faranno bene al turismo»

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SASSARI. La parola magica è: sinergia. Solo facendo sistema, dagli aeroporti all’agricoltura, la Sardegna potrebbe liberarsi dalle condizioni di svantaggio che oggi frenano il suo sviluppo. Di questo ne è convinto Giuseppe Fasolino, consigliere regionale di Forza Italia e sindaco di Golfo Aranci, candidato dalla coalizione di centrodestra nel collegio uninominale di Olbia.

Lavoro. «Per fare ripartire l’economica vanno abbassate le tasse. Solo in questo modo le aziende potranno investire e creare occupazione. E in Sardegna bisogna puntare su quei settori che hanno i più alti margini di crescita. L’agroalimentare, per esempio, potrebbe risollevare l’economia dell’isola».

Trasporti. «Sono d’accordo con l’assessore Careddu sulla regia unica degli aeroporti. Solo in quel modo si può fare programmazione e marketing per tutta la Sardegna. C’è poi la questione della mobilità interna, il vero cruccio dell’isola, perché inadeguata alle nostre esigenze. Ancora troppi i piccoli centri senza collegamenti».

Turismo. «La stagione è ancora troppo corta. Ma se non ci sono i servizi è normale che i mesi di spalla abbiano difficoltà ad affermarsi. Anche il turismo potrebbe ottenere vantaggi dalla regia unica degli aeroporti. Servono anche attività aperte e investimenti su grandi eventi. E puntare sui campi da golf, una passione di qualità che ha fatto la fortuna di molte altre località nel mondo».

Urbanistica. «Prima di arrivare alla legge bisogna fissare i suoi obiettivi. Non solo quello economico per creare ricchezza per gli artigiani e gli edili, ma anche la conservazione delle bellezze ambientali e l’adeguamento delle strutture alberghiere agli standard internazionali. La proposta di legge del centrosinistra va rivista perché non fa sintesi sugli obiettivi».

Industria. «Investire sull’industria verde, sull’innovazione, fare cose all’avanguardia sempre nel rispetto dell’ambiente. Su questo dobbiamo cercare di essere dei pionieri, aprendoci a nuovi mercati».

Agricoltura. «Finora c’è stato assistenzialismo perché non c’è stata programmazione. Esiste da sempre il problema dell’acqua: allora creiamo più bacini. Inutile dare soldi in continuazione se prima non si risolvono i problemi infrastrutturali. A quel punto le imprese agricole non avranno più bisogno di essere assistite. Imprese che però dovranno fare rete tra loro. Gli aeroporti dovranno fare scuola».

Spopolamento. «Il primo problema sono le strade. Se non diamo alle persone l’opportunità di raggiungere il loro posto di lavoro in tempi brevi, e senza rischiare la vita, non possiamo pretendere che restino nel loro paese».

Infrastrutture. «Su strade e ferrovie dobbiamo portare il nostro standard al livello di quello del resto d’Italia. In questi anni qualche passo avanti è stato fatto, ma siamo ancora indietro rispetto agli altri territori».

Parchi. «L’ambiente ha un ruolo importantissimo sia a terra che in mare. Ma questi enti non possono essere calati dall’alto, devono essere condivisi con le comunità. Giusto non fare sparire i pesci, ma neanche i pescatori».

Insularità. «Può essere una opportunità se giocata bene, ma va riconosciuta nella Costituzione. E noi dobbiamo essere bravi a intercettare le risorse destinate alle località che hanno questo stesso problema». (al.pi.)

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