Tedde contro la giunta: agricoltori senza risposte
Il consigliere di Forza Italia sui ritardi del Psr: tutto tace sul bando giovani Maninchedda: c’è un problema di Stato, bene lo sciopero elettorale dei pastori
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SASSARI. I ritardi del Psr continuano ad agitare la politica. Da un lato, Forza Italia se la prende con la Regione, dall’altro il Partito dei sardi mette sotto accusa il governo e plaude allo sciopero elettorale dei pastori. Del miliardo e 308 milioni previsto dal Piano di sviluppo rurale 2014-2020 ne sono stati spesi finora solo 238 milioni. «Oltre il danno la beffa», tuona Marco Tedde, consigliere di Forza Italia, che punta il dito soprattutto sul bando della misura 6.1 relativa all'inserimento dei giovani in agricoltura. «Un bando promosso in modo massiccio, una campagna propagandistica che ha creato immense e ingiustificate aspettative fra i giovani sardi, nonostante le domande finanziabili fossero obbiettivamente meno di 900. Una vera e propria presa in giro – denuncia Tedde –. Per poter partecipare al bando della misura 6.1 i giovani sono costretti ad aprire un'impresa agricola con partita Iva, iscrizione alla Camera di commercio e all’Inps, passando così falsamente dallo stato di disoccupati a quello di imprenditori e occupati. E nonostante il bando prevedesse un'istruttoria di massimo 90 giorni, ad oggi, a 10 mesi dalla chiusura dello sportello, ancora non sono stati resi pubblici i risultati dell’istruttoria delle domande». Nel frattempo, sostiene Tedde, 2269 giovani disoccupati, che a loro insaputa sono stati esclusi dal bando, continuano a rinfoltire falsamente schiere di start up o dei giovani occupati in Sardegna. «Sono negligenze e furbate propagandistiche intollerabili, che consentono alla giunta di appuntarsi la medaglietta di un falso incremento dell’occupazione giovanile».
Sul Psr interviene anche il segretario del Partito dei sardi, Paolo Maninchedda. «La Sardegna risulta addirittura essere una delle regioni più virtuose in Italia per la spesa delle risorse – scrive sul suo blog –. Ciò che non si considera è che i denari che escono in un determinato anno non sono quasi mai riferiti a domande presentate nello stesso anno. Questo comporta che i pastori si indebitino per il periodo che passa tra la domanda presentata e l’erogazione delle somme dovute. Il sistema delle campagne in Sardegna ha un problema di Stato, di funzionamento delle istituzioni. Come porre questo problema? Con le solite manifestazioni per fare uscire un po’ di soldi? O meglio con una mobilitazione civile quale lo sciopero elettorale che cambi lo stato delle cose?». (al.pi.)
Sul Psr interviene anche il segretario del Partito dei sardi, Paolo Maninchedda. «La Sardegna risulta addirittura essere una delle regioni più virtuose in Italia per la spesa delle risorse – scrive sul suo blog –. Ciò che non si considera è che i denari che escono in un determinato anno non sono quasi mai riferiti a domande presentate nello stesso anno. Questo comporta che i pastori si indebitino per il periodo che passa tra la domanda presentata e l’erogazione delle somme dovute. Il sistema delle campagne in Sardegna ha un problema di Stato, di funzionamento delle istituzioni. Come porre questo problema? Con le solite manifestazioni per fare uscire un po’ di soldi? O meglio con una mobilitazione civile quale lo sciopero elettorale che cambi lo stato delle cose?». (al.pi.)
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