il settore wedding
Sposarsi in spiaggia al tramonto business per albergatori e fiorai
MILANO. È il giorno più bello per gli innamorati di tutto il mondo. Passarlo in Sardegna, poi, è il massimo che si possa immaginare. Ma scegliere una location alternativa alla chiesa di quartiere per...
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MILANO. È il giorno più bello per gli innamorati di tutto il mondo. Passarlo in Sardegna, poi, è il massimo che si possa immaginare. Ma scegliere una location alternativa alla chiesa di quartiere per convolare a nozze non è solo un modo glamour di coronare un sogno d’amore. Organizzare matrimoni è un affare per l’industria turistica ma anche per chi è in grado di offrire i servizi necessari per allestire la festa. L’indotto, in questo caso, è rappresentato da wedding planner, parrucchieri, estetiste, agenzie di trasporti, lavasecco, fotografi e soprattutto fiorai. «Una coppia che si è sposata da noi aveva previsto un budget di 12mila euro, solo per i fiori – racconta Mario Cioffi, general manager dell’hotel Cormoran di Villasimius –. E abbiamo ospitato clienti che hanno affittato un aereo per arrivare in Sardegna, e poi un elicottero per raggiungere la nostra struttura». Quello dei matrimoni in trasferta è un vero e proprio affare. Per tutti.
Il pacchetto wedding consola anche la casse dei Comuni perché quando le nozze non sono simboliche servono i pubblici ufficiali, e quando le richieste sono particolari, come lo scambio delle fedi nelle notti di plenilunio, vengono pagati anche 800 euro a cerimonia.
Organizzare matrimoni di questo tipo, però, non può essere un affare per tutti: «Ovviamente serve la location e la struttura si deve prestare, non bastano le camere e il ristorante – aggiunge l’albergatore –. Noi siamo imprenditori, non vogliamo aggiungere cubature impossibili, solo quello che serve per allestire un piano B, ad esempio in caso di pioggia. Immagino una struttura amovibile in spiaggia, o subito a ridosso. Cose che adesso sembrano impossibili, basti pensare che solo per piantare i pali della rete da beach volley devo chiedere il permesso al Demanio».
Un aspetto del business che riapre una questione tra chi immagina gli arenili come paradisi da preservare integralmente e chi invece le vede come possibili fonti di guadagno, e anche di lavoro. «Le spiagge attrezzate sono una garanzia per la salvaguardia ambientale e per la pulizia – dice ancora Cioffi, il manager dell’hotel di Villasimius –. Il perché è chiaro, non possiamo vendere un prodotto come una spiaggia attrezzata in un’area sporca o inquinata. In sostanza, chiediamo solo la possibilità di adeguarci alle richieste del mercato. Le regole vanno bene, sono indispensabili ma devono essere ragionate. E dare la possibilità di organizzare nozze fuori dalla solita chiesa ci permetterebbe di allungare la stagione e di garantire posti di lavoro non solo a luglio e agosto m anche nei mesi di spalla». (c.z.)
Il pacchetto wedding consola anche la casse dei Comuni perché quando le nozze non sono simboliche servono i pubblici ufficiali, e quando le richieste sono particolari, come lo scambio delle fedi nelle notti di plenilunio, vengono pagati anche 800 euro a cerimonia.
Organizzare matrimoni di questo tipo, però, non può essere un affare per tutti: «Ovviamente serve la location e la struttura si deve prestare, non bastano le camere e il ristorante – aggiunge l’albergatore –. Noi siamo imprenditori, non vogliamo aggiungere cubature impossibili, solo quello che serve per allestire un piano B, ad esempio in caso di pioggia. Immagino una struttura amovibile in spiaggia, o subito a ridosso. Cose che adesso sembrano impossibili, basti pensare che solo per piantare i pali della rete da beach volley devo chiedere il permesso al Demanio».
Un aspetto del business che riapre una questione tra chi immagina gli arenili come paradisi da preservare integralmente e chi invece le vede come possibili fonti di guadagno, e anche di lavoro. «Le spiagge attrezzate sono una garanzia per la salvaguardia ambientale e per la pulizia – dice ancora Cioffi, il manager dell’hotel di Villasimius –. Il perché è chiaro, non possiamo vendere un prodotto come una spiaggia attrezzata in un’area sporca o inquinata. In sostanza, chiediamo solo la possibilità di adeguarci alle richieste del mercato. Le regole vanno bene, sono indispensabili ma devono essere ragionate. E dare la possibilità di organizzare nozze fuori dalla solita chiesa ci permetterebbe di allungare la stagione e di garantire posti di lavoro non solo a luglio e agosto m anche nei mesi di spalla». (c.z.)
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