No al biotestamento e alle unioni civili
Il «Popolo della famiglia» apre la campagna elettorale a Cagliari. Attesa per il leader Mario Adinolfi
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CAGLIARI. Il loro credo è inequivocabile, campeggia nel simbolo: la famiglia, quella classifica senza se neanche ma – padre, madre e figli – che «però e purtroppo è stata invece tradita dai partiti tradizionali». Loro sono «Il Popolo della famiglia», con le liste presentate in tutti i collegi per le elezioni del 4 marzo. Con una speranza dichiarata: superare la soglia del 3 per cento (non sarà facile) ed entrare in Parlamento. Nell’attesa che venerdì arrivi a Cagliari il leader storico, è Mario Adinolfi, ex pd e vulcanico blogger, i candidati hanno tagliato il nastro della campagna elettorale. Alberto Agus, coordinatore regionale e capolista alla Camera, ha detto: «Siamo un soggetto politico aconfessionale ma d’ispirazione cristiana, aperto ai non credenti e alle altre confessioni religiose che condividono alcuni valori non negoziabili». Eccoli: il diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale e quindi il Pdf è contro i biotestamento, «è un’eutanasia mascherata», poi è ovvio la centralità della famiglia basata sul matrimonio e quindi puntano a cancellare le unioni civili. Sono anche antiabortisti: ogni loro messaggio è netto, non ci sono interpretazioni possibili, ma rifiutano l’etichetta di essere fondamentalisti. «Siamo gli eredi – hanno detto – della grande tradizione del Partito popolare di Don Sturzo ed è da lì che nasce la più importante delle nostre iniziative: il Family Day». Donatella Lotà, capolista nel proporzionale, è nel sostegno alla famiglia tradizionale che immagina la soluzione dei problemi nazionali: «Peccato che invece sia stata messa all’angolo». Michele Atzeni, nel listino per la Camera, ha aggiunto: «È in atto un’azione vessatoria a tutto campo sul nucleo fondamentale della nostra società com’è scritto nella Costituzione». Alessandra Carbognin, candidata nel collegio di Nuoro, è andata oltre: «Le leggi di questi anni hanno inseguito altri miti ed è stato lì l’errore». Seconda nel listino per la Camera, Maria Elisabetta Governatori è madre, nonna e ha a carico anche i genitori anziani: «Ho desiderato la nascita di questo movimento ancora prima che nascesse, perché c’era un vuoto. Andava colmato, noi ci siano riusciti». Se Agus ha parlato di una vicinanza con le famiglie dei pastori in difficoltà e annunciato che il Pdf in Parlamento chiederà la zona franca, nel programma c’è scritto anche altro. «È indispensabile – si legge – il reddito di maternità: mille euro al mese per ogni mamma italiana che alla nascita di un figlio decida di dedicarsi esclusivamente alla famiglia. È indispensabile anche la riforma fiscale del quoziente familiare, ovvero le tasse andranno calcolate sul reddito ma diviso per il numero dei componenti». Di una famiglia tradizionale è scontato, tutto il resto non è ammesso da Adinolfi e più. (ua)
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