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Caos nei 5 stelle, la Moi fuori dal gruppo

Caos nei 5 stelle, la Moi fuori dal gruppo

Giallo sul destino dell’eurodeputata cagliaritana: c’è chi parla di autosospensione, chi di espulsione

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CAGLIARI . Un caso tira l’altro, nel Movimento 5 stelle. L’ultimo è tutto sardo e ruota intorno all’eurodeputata Giulia Moi, eletta nel 2014 a Strasburgo con 50mila preferenze. Il mistero è questo: si è autosospesa, oppure l’hanno espulsa? Come spesso accade nel mondo pentastellato non c’è una verità assoluta. Secondo alcune fonti, da tempo in rotta col Movimento, soprattutto in Sardegna col coordinatore regionale Mario Puddu, si sarebbe dimessa diversi mesi fa e quindi molto prima che scoppiasse il recentissimo caso dei rimborsi mancati. Il motivo: divergenze politiche e personali – non confermate però dall’interessata – tanto che l’eurodeputata starebbe per aderire al gruppo formato da David Borrelli. Anche lui è un europarlamentare e ormai ex numero tre della piattaforma Rousseau, la mente dei 5 stelle, gestita dalla coppia Grillo-Casaleggio. Con una particolarità: al posto di Borrelli al vertice della società è stato designato il cagliaritano Pietro Dettori, che la famiglia Casaleggio ha presentato come «un nuovo e finalmente affidabile socio». Fin qui la versione favorevole a Giulia Moi, ma ecco quella opposta. L’eurodeputata sarebbe stata sospesa dallo staff del Movimento in via precauzionale dopo essersi rifiutata, pochi giorni fa, di firmare una liberatoria. Per l’esattezza dovrebbe essere quella con cui i parlamentari, dopo che è scoppiato lo scandalo dei rimborsi fantasma, autorizzano lo staff a verificare i conti correnti bancari personali. È, in altre parole, l’avvio di quella procedura sollecitata in questi giorni dal candidato-premier Luigi Di Maio, per controllare se i rimborsi annunciati siano stati reali o meno. Ricordato che gli eurodeputati avrebbero dovuto versare al Fondo mille euro al mese, mentre per i parlamentari l’importo è intorno ai 2.500, Giulia Moi avrebbe risposto picche alla richiesta dello Staff, decretando di fatto la sua sospensione. Ma fonti vicine ai 5 stelle hanno fatto sapere che per il passaggio successivo, l’espulsione, è solo questione di giorni. Se queste sono le ipotesi sul tappeto, non esiste – come detto – una versione ufficiale di come siano andate effettivamente le cose. L’eurodeputata continua ad avere il telefonino staccato oppure protetto da una segreteria telefonica in lingua inglese, quindi dovrebbe essere all’estero, anche se risulta comunque online su Facebook e Whatsapp senza però rispondere alle chat. Di contro anche il Movimento s’è trincerato dietro il consueto silenzio: «Non ci sono ancora comunicazioni ufficiali», hanno fatto ribadito dal coordinamento regionale. È una risposta che non deve sorprendere, è già accaduto con il caso del senatore Roberto Cotti. Nessuno sa ancora – e per la verità neanche il diretto interessato s’è impegnato a farlo – perché il parlamentare uscente non sia stato ricandidato e quali accuse o sospetti gli siano stati contestati. Dovrebbero essere gravi visto che poi gli è stato vietato di presentarsi anche alle ultime parlamentarie. (ua)

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