Elezioni provinciali verso lo stop
Oggi il Consiglio regionale cambierà la legge per farle slittare a data da destinarsi
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CAGLIARI . Le elezioni dei Consigli provinciali salteranno di sicuro. Il 27 marzo i sindaci non andranno alle urne per scegliere gli amministratori degli enti intermedi di secondo livello. Oggi il Consiglio regionale proverà a metterci una pezza, a rinviarle a data da destinarsi, ma per farlo dovrà mettere mano alla legge del 2016, quella che ha riformato Comuni e Province, che contiene in sé un errore. È quello che esclude dalle candidature i sindaci il cui mandato scade prima di 18 mesi dalla data delle elezioni. In altre parole, da quelle del 27 marzo sarebbero stati esclusi una cinquantina di sindaci, cioè eletti nel 2013 e nel 2014. Fra i primi ad accorgersi dell’errore è stato quello di San Gavino, Carlo Tomasi, che insieme ad altri ha ricorso al Tar. La sua contestazione è stata capita dal Consiglio regionale, che prima del pronunciamento dei giudici amministrati, ha deciso di correre ai ripari. Ma non potrà farlo con una correzione volante e basta, la legge dovrà essere proprio cambiata. Altrimenti lo stesso copione al centro del ricorso si ripeterebbe nel 2023, quando ci saranno di nuovo le Provinciali e l’esclusione a quel punto riguarderebbe, a cascata, i primi cittadini in carica dal 2018 e dal 2019. C’è anche dell’altro. Dai banchi della maggioranza, a cominciare dai consiglieri di Articolo 1-Mdp è arrivata di recente anche la sollecitazione di un profondo cambiamento della legge approvata due anni fa, perché «così com’è continua a essere difficile da applicare».
Nella seduta di oggi, il Consiglio regionale ha all’ordine del giorno anche la nuova legge sugli appalti. Rimasta bloccata in commissione per dieci mesi dopo essere stata approvata dalla giunta, ha avuto un’improvvisa accelerazione dopo la recente protesta del Partito dei sardi. La settimana scorsa c’è stato il via libera nelle commissioni lavori pubblici e riforme da parte di una maggioranza ampia e trasversale alla legge che porta il nome dell’ex assessore Paolo Maninchedda. Anche se la consigliere regionale Anna Maria Busia (Campo progressista) un problema l’ha sollevato subito: «Così com’è sarà impugnata dal governo».
Nella seduta di oggi, il Consiglio regionale ha all’ordine del giorno anche la nuova legge sugli appalti. Rimasta bloccata in commissione per dieci mesi dopo essere stata approvata dalla giunta, ha avuto un’improvvisa accelerazione dopo la recente protesta del Partito dei sardi. La settimana scorsa c’è stato il via libera nelle commissioni lavori pubblici e riforme da parte di una maggioranza ampia e trasversale alla legge che porta il nome dell’ex assessore Paolo Maninchedda. Anche se la consigliere regionale Anna Maria Busia (Campo progressista) un problema l’ha sollevato subito: «Così com’è sarà impugnata dal governo».
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