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Il pm: «Sanjust e Petrini colpevoli»

Il pm: «Sanjust e Petrini colpevoli»

Fondi ai gruppi, chiesta in appello la conferma della condanna per gli ex Pdl

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CAGLIARI. Coi fondi pubblici del gruppo regionale di centrodestra Carlo Sanjust si era fatto saldare il conto del banchetto di nozze, organizzato alla passeggiata coperta del Bastione, una vicenda che al tempo fece il giro d’Italia e divenne esempio della malapolitica italiana. Ma Sanjust non fu l’unico a finire nei guai per l’uso disinvolto del denaro pubblico: sempre con quei soldi, il collega di gruppo Onorio Petrini aveva acquistato pezzi d’argento, qualche ciotola e un’elegante zuccheriera che i carabinieri gli trovarono durante una perquisizione nel suo studio di odontotecnico. Per questi fatti il 15 luglio del 2015 i due ex onorevoli sono stati condannati dopo il giudizio abbreviato per peculato e ieri, al processo d’appello, il pg Maria Grazia Genoese ha chiesto che il ricorso contro la sentenza di primo grado depositato dai difensori Carlo Amat e Giancarlo Mereu venga respinto, con la conferma delle rispettive condanne a tre anni di reclusione (con interdizione perpetua dai pubblici uffici per Sanjust) e a due anni e quattro mesi. Il prossimo 24 aprile spazio alle repliche di accusa e difesa, subito dopo la Corte presieduta da Claudio Gatti andrà in camera di consiglio per discutere la sentenza. Sanjust si è sempre dichiarato innocente.

Un banchetto nuziale con trecento invitati e il doppio privilegio: lo spazio storico della passeggiata coperta, al Bastione Saint Remy, concesso soltanto a lui grazie ai rapporti stretti con l’amministrazione comunale. In più ogni spesa rimborsata coi fondi del gruppo Pdl in consiglio regionale: 24 mila euro, rientrati nelle sue tasche dopo un complicato giro di fatture che coinvolse un’albergatrice. Sanjust è stato condannato per questo, malgrado abbia restituito interamente al consiglio regionale la somma spesa impropriamente. L’altro reato contestato in primo grado - legato a convegni fasulli organizzati dalla società Idealmente, pagati con 27 mila euro e dichiarati da Sanjust per giustificare spese - era stato riqualificato da peculato a truffa aggravata, con tempi di prescrizione molto più favorevoli. L’udienza davanti al gup è fissata per il 23 marzo.

La condanna in primo grado di Onorio Petrini, ex consigliere del Pdl, è riferita a un solo fatto: aver pagato con i fondi del gruppo 23 ciotole, una zuccheriera e un vassoio d’argento della ditta Calegaro. Il 25 novembre 2009 glieli trovò la polizia giudiziaria nel suo laboratorio di odontotecnico, la zuccheriera era piena di zollette, segno che la usava per sè. Per lui, come per Sanjust, nel giudizio di primo grado aveva giocato a favore la scelta suggerita dal difensore: restituire subito i 5908 euro spesi per quegli oggetti, destinati in parte a strenne natalizie. Una scelta tecnica e di sostanza che ha garantito la concessione delle attenuanti generiche a buona parte dei venti consiglieri ed ex consiglieri regionali condannati nei vari rami del procedimento. (m.l)



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