La Nuova Sardegna

I giovani agricoltori sardi «Ci costringete a partire»

di Stefano Ambu
I giovani agricoltori sardi «Ci costringete a partire»

A Cagliari in migliaia manifestano contro i ritardi e l’esclusione dai contributi L’assessore Caria: «Servono altri 80-100 milioni di euro, ora rimoduliamo il Psr»

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CAGLIARI. Sbattuti fuori dal computer dal loro sogno di investire energie e futuro in campagna. E ieri in strada a Cagliari per dire – emblematicamente trascinando dei trolley – che ci sperano ancora nella loro impresa di terra e di sudore. E che non vogliono partire. Oltre un migliaio – ma gli organizzatori della Coldiretti dicono duemila – i giovani agricoltori che hanno protestato contro i ritardi e la mancanza di contributi. Sedotti e abbandonati, almeno per ora, dalla Misura 6.1, primo insediamento, aiuto di 35mila euro a fondo perduto per ogni nuovo giovane, sotto i 41 anni, che si insedia in agricoltura. E dal Pacchetto giovani (Misura 6.1 + Misura 4.1 sugli investimenti) che, a differenza del primo insediamento classico, prevede un aiuto a fondo perduto di 50mila euro: 35mila + altri 15mila. Totale 2985 domande. Accolte 883. E gli altri 2102?

La protesta del trolley. «Ho un numero di telefono per un posto di lavoro in Germania – ha detto un'imprenditrice delusa, ma ancora non arresa – ma non lo voglio comporre. Voglio restare qui a crearmi un lavoro e a fare una famiglia». E un collega: «Io all'estero ci sono stato – ha raccontato dopo la marcia in città dietro i trattori che hanno “guidato” il corteo tra piazza del Carmine, sede Argea e Consiglio regionale – ma mi piangeva il cuore (detto in sardo, ndr) per la lontananza». Qualcuno dice di essere stato tradito dal computer per cinque secondi. E Coldiretti ha protestato contro la Regione: perché non avete messo un “contatore” per le domande a sportello?

Il piano dell’assessore. La soluzione è difficile. C'è l'impegno di Regione e commissione agricoltura: ma per accontentare i 2102 la cifra – ha detto l'assessore regionale Pier Luigi Caria in un intervento dal “palco” (il cassone di un camion usato dai manifestanti) – ci vogliono dagli 80 ai 100 milioni. Dove prenderli? Dal Piano di sviluppo rurale. O meglio dalla sua rimodulazione, ha detto Caria: «Sono stato anche a Bruxelles perché ci sono dei paletti che non si possono toccare». Mercoledì si apre il tavolo verde con tutte le organizzazioni agricole. «Si parlerà dei 20 milioni per la siccità – ha anticipato Caria – e si parlerà della rimodulazione del Psr. La settimana prossima, 1° marzo, ci sarà a Cagliari la commissione europea per valutare lo stato di attuazione del Psr e le proposte di rimodulazione».

Risorse utilizzabili. La commissione consiliare agricoltura si è impegnata a trovare insieme all'assessorato una soluzione. «Non sono in grado di assicurare – ha detto Caria – che saranno accontentati tutti i 2102 rimasti fuori perché la cifra oscilla tra gli 80 e i 100 milioni di euro. Ma ce la metteremo tutta per valutare tutte le risorse che si possono togliere e mettere nel circuito». Tutti d'accordo? «Ci sono 50-60 milioni manovrabili – ha detto il direttore di Coldiretti Luca Saba – da misure non attivate che si possono utilizzare. Ci sono però delle misure, come indennità compensativa o benessere animale, che non si possono toccare. Sono misure che si stanno già autoselezionando con una riduzione già in atto: le vogliono togliere del tutto?».

Un corteo di rabbia. Portata a spalle anche una “bara” con il manifesto listato a lutto: «La burocrazia ha ucciso l'agricoltura». In marcia anche alcuni sindaci di centri dell'entroterra e il direttore dell'Anci Sardegna, Umberto Oppus. Chiaro il messaggio: anche i comuni sono in trincea con chi lavora in campagna. «Ci hanno raccontato di un bando in teoria innovativo – ha detto Angelo Cabigliera, delegato regionale giovani Coldiretti – creato per velocizzare i tempi. E invece a un anno e mezzo dalla pubblicazione non ci hanno dato risposte, qualcosa solo ieri (martedì, ndr). Anche l'assessore prenda posizione. Facciano un cronoprogramma e ci diano risposte». Temi ribaditi anche in un lungo incontro con commissione e assessore. Poi, alle 14.30, il rompete le righe. E pausa elettorale, promette Coldiretti. Soltanto una tregua. Breve, sino al 4 marzo.

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