Onde gravitazionali a Lula, il Ministero sostiene la candidatura della Sardegna
La Regione lancia il progetto per ospitare l’osservatorio nella miniera di Sos Enattos. Siglato un protocollo d’intesa con Miur, Università e Istituto di fisica nucleare
SASSARI. Quale migliore anfratto della terra, anzi sotto la terra, per studiare le onde gravitazionali. Il ministero dell’Università e della Ricerca sosterrà la candidatura della Sardegna a ospitare l’Osservatorio europeo delle onde gravitazionali nella miniera di Sos Enattos a Lula. Il Miur, la Regione, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’università di Sassari hanno firmato un protocollo d’intesa finalizzato a mettere in atto ogni iniziativa utile a favorire l’insediamento della infrastruttura Einstein Telescope nell’isola. Il progetto era stato presentato il 7 febbraio a Roma alla ministra Valeria Fedeli dal presidente della Regione Francesco Pigliaru e dall’assessore della Programmazione Raffaele Paci, ricevuti al Miur insieme al presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Fernando Ferroni e al rettore dell’università di Sassari Massimo Carpinelli.
«Sosteniamo con convinzione la candidatura della Regione Sardegna a ospitare questa nuova infrastruttura globale di ricerca per l’astronomia gravitazionale da terra - sostiene la ministra Valeria Fedeli - . Questa candidatura porterebbe enormi benefici anche al sistema universitario ed economico del territorio sardo». Alla ministra si affianca anche il presidente della Regione Pigliaru: «Nella scoperta delle onde gravitazionali l’Italia ha avuto un ruolo fondamentale, e con la nostra candidatura per la realizzazione dell’Osservatorio internazionale vogliamo che la Sardegna contribuisca in modo determinante a consolidare e potenziare questo ruolo».
Le prime osservazioni sperimentali delle onde gravitazionali nel 2015 e la prima rivelazione nel 2017 delle onde emesse da due stelle di neutroni, realizzate dalla rete globale degli interferometri Ligo negli Stati Uniti e Virgo in Italia, hanno aperto la nuova era dell’astrofisica e dell’astronomia. In quest’ottica è nato il progetto Einstein Telescope-ET per la realizzazione di un osservatorio capace di “ascoltare” il cosmo in prossimità del big bang. Per il laboratorio di Sos Enattos la Regione ha già stanziato un milione di euro e il presidente di Infn Fernando Ferroni dice che «la macchina di terza generazione, chiamata Einstein Telescope, potrebbe, appunto, essere costruita in Sardegna, nel sito di Sos Enattos compatibile con i requisiti di bassissimo rumore sismico e antropico».
Il rettore dell’università di Sassari Massimo Carpinelli, anche lui fisico di fama internazionale nonché promotore scientifico di quest’iniziativa in Sardegna assieme al professor Fulvio Ricci (università “La Sapienza”) e Infn afferma: «Come ateneo, ci sentiamo in dovere di contribuire con le nostre competenze all’avanzamento delle conoscenze in un campo di ricerca, quello delle onde gravitazionali, che sta vivendo un periodo di intensa crescita. La candidatura di Sos Enattos riceve ora forza e autorevolezza dal protocollo d’intesa che abbiamo firmato con il Miur, la Regione Sardegna e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare».
Le conclusioni spettano all’assessore Raffaele Paci: «È un’opportunità molto importante per la Sardegna e un’occasione per l’Italia e la sua comunità scientifica, possibile anche grazie a un intervento che stiamo già finanziando con fondi regionali e che ha permesso di riaprire il laboratorio a Sos Enattos. Se l’Osservatorio fosse localizzato in Sardegna arriverebbe dall’Europa un investimento complessivo di oltre 500 milioni di euro. Noi ci siamo e presentiamo la nostra candidatura, garantendo supporto con ogni intervento possibile. È un grande progetto di ricerca, ma non solo, perché la nuova infrastruttura porterebbe nel nostro territorio grandi vantaggi in termini di qualità nei servizi, crescita culturale, infrastrutture tecnologiche e nuova occupazione».
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