La Nuova Sardegna

Rossi: «L’emergenza è il lavoro»

Rossi: «L’emergenza è il lavoro»

Il governatore della Toscana a Cagliari per la campagna elettorale di LeU 

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Dal Pd gli scissionisti non sono andati via per fare un dispetto a Renzi. Chi ha messo su «Liberi e Uguali» e fra loro c’è Enrico Rossi, il presidente della Regione Toscana, sullo strappo prima delle elezioni è pronto a ribaltare lo schema più banale. «È il Pd nel suo insieme – dice – ad aver sbarrato la strada alla sinistra, ad averla messa alla porta. Renzi ha solo accelerato la fase del distacco. Dalla difesa dei diritti dei lavoratori, il Partito democratico è passato al sostegno palese dei poteri forti. Per questo chi crede ancora nella sinistra, non poteva più rimanere e infatti non è rimasto dentro il Pd». In campagna elettorale per «LeU», l’altro giorno è stato a Cagliari e nel Medio Campidano, Rossi ha parlato più volte di quanto sia sempre più attuale il pensiero di Marx, «la sua analisi sul mondo del lavoro è ancora imbattibile nonostante il passaggio dal Novecento a un nuovo secolo», ma anche ricordato in ogni occasione la dottrina sociale della Chiesa. Perché? Perché «rimane una delle poche realtà capaci di schierarsi dalla parte degli ultimi e contro le diseguaglianze». Per questo il governatore della Toscana, non nasconde il suo progetto neanche a lunga scadenza: «Non faccio l’errore – conferma – di aspettare con ansia quello che accadrà il giorno delle Politiche. Dopo il 4 marzo, la vera sinistra dovrà essere capace di ascoltare e ascoltarsi, per poi fondare quello che oggi manca in Italia: il Partito del lavoro». Anche in Sardegna dove la disoccupazione è l’emergenza delle emergenze: «Con la pretesa di rilanciare l’economia – sostiene Rossi – sono stati cancellati troppi diritti, spalancando le porte a un precariato sempre più diffuso fra i giovani e non solo. È come se lo Stato, soprattutto nelle aree di crisi e la Sardegna lo è, avesse fatto all’improvviso un passo indietro, lasciando allo scoperto chi invece aveva ancora bisogno di essere tutelato nelle aziende e, allo stesso tempo, abbandonando al suo destino un’intera generazione». Secondo Rossi, «la potenza politica del lavoro ha finito per essere schiacciata, con più di una complicità, dalla forza delle multinazionali senza che nessuno si preoccupasse più di fermare questa nuova arroganza». Rossi ha anche un’altra preoccupazione: «Bisogna fermare chi vuole disgregare l’Italia e allargare le differenze fra chi è in testa alla piramide, pochissimi, e quanti, moltissimi, sono in fondo. Ma, allo stesso tempo, il Paese non può permettersi pericolosi salti nel buio». L’unica barriera possibile, è la convinzione di Rossi, che «nasca un Partito del lavoro capace di rilanciare i grandi valori della sinistra. Se non lo dovessimo fare, i nostri figli non ce lo perdonerebbero». (u.a.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative