Appalti, lunedì la legge arriva in aula
Il provvedimento dell’ex assessore Maninchedda ottiene il via libera. Vota però no Busia di Cp
CAGLIARI. Lunedì pomeriggio, 26 febbraio, la legge sugli appalti, che porta il nome dell’ex assessore ai lavori pubblici Paolo Maninchedda del Pds, sarà discussa e approvata dal Consiglio regionale. Ma l’ultimo passaggio in commissione è stato tutt’altro che semplice. Il testo è stato licenziato dalla maggioranza di centrosinistra col voto contrario di Anna Maria Busia di Campo progressista, che della maggioranza fa parte. Mentre il centrodestra, era presente solo Angelo Carta del Psd’Az, s’è astenuto.
Il motivo del no è spiegato così dalla consigliera regionale di Cp: «L’evidente fretta, molto trasversale e imposta anche dai capigruppo, di far arrivare la legge in Consiglio aumenterà i rischi che sia impugnata dal governo, perché così com’è va oltre le competenze della Regione, o comunque è proprio al limite». Senza negare il fatto che il riordino degli appalti certo non doveva rimanere bloccato in commissione per dieci mesi, è il tempo trascorso da quando è stata trasferito dalla giunta al Consiglio, Anna Maria Busia ha detto anche: «Comunque i regolamenti vanno rispettati anche quando si ha fretta e invece così non è stato. Ad esempio la commissione lavori pubblici ha votato senza aver ascoltato gli Ordini professionali, da quello degli ingeneri a quello degli architetti. Erano pronti a dare qualche suggerimento e semmai proporre più di un aggiustamento, ma nessuno di loro è stato convocato e sempre per lo stesso motivo: la fretta di andare in aula». Secondo Campo progressista, «un altro errore è stato commesso con la mancata richiesta del parere da parte della commissione bilancio, nonostante la legge preveda possibili nuove spese a carico della Regione. Oggi non sappiamo ancora se ci sia o meno la necessaria copertura finanziaria. In altre parole, questa legge va in aula al buio e alla fine, vedrete, sarà impugnata dal governo».
A sollecitare lo sblocco era stato, qualche settimana fa il Partito dei sardi dopo aver contestato «l’immotivato silenzio della commissione sulla legge» e anche «la possibilità che a causa della campagna elettorale i tempi si allungassero ancor di più». Una sollecitazione subito accolta dia capigruppo che prima hanno deciso la procedura d’urgenza e poi inserito la legge all’ordine del giorno del Consiglio regionale di lunedì. Ma Anna Maria Busia ha detto «non sono d’accordo e lo ridirò quando ci sarà il dibattito in aula».
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