La Nuova Sardegna

Lavoratori Abbanoa sindacati prudenti: «Chiediamo garanzie»

di Claudio Zoccheddu
Lavoratori Abbanoa sindacati prudenti: «Chiediamo garanzie»

Cautela sul piano di ricollocazione per 207 dipendenti «Per l’accordo è fondamentale il no alla legge Madia»

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SASSARI. Le rassicurazioni non bastano. L’impegno di non ricorrere all’applicazione della legge Madia è un punto di partenza condiviso ma la gestione del piano di riorganizzazione di Abbanoa, e la ricollocazione dei 207 dipendenti in bilico tra una nuova collocazione e un trasferimento tattico, è una partita ancora tutta da giocare. Nonostante anche le parole del direttore generale di Abbanoa Sandro Murtas sembrino in linea con il disegno immaginato dai sindacati.

Ma prima di parlare di un accordo sarà necessario che le parole diventino fatti e finiscano nero su bianco. Ed questo quello che sta accadendo in questi giorni, con i lavoratori impegnati a studiare la bozza di accordo stipulata tra Abbanoa e i sindacati di categoria. La risposta delle maestranze è attesa per mercoledì, un motivo sufficiente per convincere i delegati delle varie organizzazioni a non calcare la mano. Infatti, la diffidenza è un argomento all’ordine del giorno e la parola d’ordine di uso comune è una sola: cautela.

«Posso dire una cosa – spiega Marco Nappi, segretraio regionale della della Femca Cisl –, l’ipotesi di accordo tra i sindacati e la società è la migliore possibile. Abbanoa deve gestire la riorganizzazione aziendale, tra l’altro di un settore fondamentale, e per questo abbiamo chiesto garanzie sul mantenimento degli impegni e sull’utilizzo della tecnologia, che potrebbe risolvere tanti problemi. D’altra parte si parla di questo quando si cita l’industria 4.0». Anche il punto di vista di Giovanni Tavera, segretario regionale della Uiltec – ricalca quello del collega: «Dobbiamo agire con cautela, anche perché l’ultima parola spetta ai lavoratori perché la trattativa non è terminata. Stiamo ragionando su un’ipotesi di accordo che, soprattutto se si riuscisse a mettere da parte la legge Madia e quindi ragionare solo sulle ricollocazioni e non sugli esuberi, potrebbe essere positivo». Il resto spetterà ai dipendenti che tra domani e martedì saranno convocati nelle sedi principali della società in tutta la Sardegna dove saranno spiegati i dettagli dell’ipotesi di accordo. Una volta chiariti i margini di manovra sarà il voto dei dipendenti a indirizzare i prossimo passi delle organizzazioni sindacali.

Mercoledì potrebbe essere il giorno giusto per valutare l’eventuale distanza tra le parti e comprendere come le ipotesi possano diventare realtà. Sempre che la strada all’improvviso non diventi una salita tortuosa.

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