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Cappellacci: «La zona franca per ridurre i nostri svantaggi»

Cappellacci: «La zona franca per ridurre i nostri svantaggi»

SASSARI. Doppia sfida per l’ex governatore Ugo Cappellacci. Il coordinatore di Forza Italia è candidato alla Camera sia nel collegio uninominale di Cagliari che nel plurinominale del Sud (Cagliari...

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SASSARI. Doppia sfida per l’ex governatore Ugo Cappellacci. Il coordinatore di Forza Italia è candidato alla Camera sia nel collegio uninominale di Cagliari che nel plurinominale del Sud (Cagliari Carbonia e Oristano). Dopo l’ex governatore in lista Daniela Noli, Paolo Vella e Viviana Lantini.

Lavoro. «Partiamo da una base totalmente falsata. Oggi basta lavorare un’ora e le statistiche lo considerano occupato. La realtà è diversa. Noi sul tema abbiamo le idee chiare. Partiamo dalla leva fiscale. Pensiamo a provvedimenti come l’azzeramento dell’Irap, incentivi per inserire i disabili nel mondo del lavoro, bonus per le giovani madri. Ma la madre di tutte le battaglie resta la zona franca. Oggi la Sardegna è penalizzata e questo è il migliore strumento per ridurre gli svantaggi e renderla più competitiva».

Trasporti. «Innanzitutto stop al monopolio di Tirrenia. Le funzioni sulla continuità marittima e le risorse devono essere trasferite alla Sardegna. Quanto agli aerei occorre una nuova Ct1, vista l’incapacità della attuale giunta di fare un bando che superi il vaglio della Ue. Poi sarà fondamentale ritornare alla Ct2, perché l’assenza di continuità sugli scali minori ha creato l’ingorgo su Roma e Milano. Questo deve valere per i sardi e per i turisti tutto l’anno».

Turismo. «Non basta offrire scorci meravigliosi, ma devono essere raggiungibili. Per questo i trasporti sono strettamente legati al turismo. Ma è necessario fare anche scelte urbanistiche diverse. La sinistra ha un pregiudizio ecologico. Si deve invece trovare il giusto equilibrio tra l’ambiente e l’economia. Le nostre strutture hanno bisogno di essere competitive. E si può destagionalizzare solo dando più qualità nella accoglienza e offrendo grandi eventi».

Economia. «I 5 stelle dicono che vogliono spazzare via l’industria dal Sulcis per puntare sul turismo. Ma l’industria, che ha un futuro in Sardegna, deve essere complementare con gli altri settori. Dal turismo all’agroalimentare, uno dei pilastri del nostro sistema. Quanto alla agricoltura serve un Piano di rinascita e bisogna fare in modo che ci sia una maggiore cooperazione. Infine, serva un piano per l’acqua, che rischia di diventare il più grande problema del Sud».

Insularità. «La questione sarda è uno dei nodi irrisolti della storia della Repubblica. La Sardegna deve tornare al centro del dibattito politico nazionale. Per questo serve una squadra forte, ma anche un atteggiamento diverso: ogni tanto noi sardi dobbiamo presentarci più coesi e toglierci la casacca di partito per indossare tutti quella con i quattro mori». (al.pi.)

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