La Nuova Sardegna

Forestale, riforma ferma al palo

di Paoletta Farina
Forestale, riforma ferma al palo

Oggi raccolta di sangue a Cagliari in segno di protesta. «La Regione ci ascolti» 

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SASSARI. Chiedono la riforma del Corpo forestale, attesa da anni, e oggi si riuniscono in via Roma, a Cagliari, per un’azione di sollecitazione e solidarietà insieme. Sì, perché il gruppo Equità e Giustizia, duecento appartenenti al corpo di polizia ambientale, ha voluto dare forza alla manifestazione esprimendo vicinanza ai tanti sardi che hanno bisogno di trasfusioni. Promuovendo una raccolta di plasma alla quale si può aderire, dalle 8 alle 13, grazie alle due autoemoteche messe a disposizione dall’Avis di Cagliari che sosteranno vicino alla Rinascente, all’angolo tra via Roma e via Carlo Felice. La prima di una serie di iniziative analoghe che verranno presentate in altri centri dell’isola.

Una protesta pacata, ma ferma nelle richieste. «Chiediamo alle forze politiche del consiglio regionale di avere attenzione per affrontare le annose questioni aperte che per tanti motivi non trovano la giusta considerazione, prima tra tutte l’agognata riforma del corpo – spiega il gruppo Equità e Giustizia –. Riforma oggi più che mai necessaria per la nostra organizzazione, nata circa trent’anni fa sulla spinta emotiva delle nove vittime dell’incendio di Curraggia, avvenuto il 28 luglio del 1983». La Sardegna, regione a statuto speciale, mantiene autonoma la sua “forestale”, mentre in altre regioni è stato accorpata all’Arma dei carabinieri.

Questa autonomia, però ha bisogno di una normativa regionale più adatta ai tempi rispetto a quella della legge di istituzione,la n. 26 del 1985,che preveda il riconoscimento giuridico, professionale ed economico al personale. Negli anni ci sono state proposte e disegni di legge per un riordino della materia. L’ultimo atto normativo è stato presentato il 14 febbraio scorso dai consiglieri Comandini,Sabatini e Cozzolino.

Si tratta di riorganizzare una complessa e poderosa macchina capillarmente presente nell’isola con 80 stazioni forestali in tutti i 377 comuni sardi, con oltre 1300 componenti tra ufficiali, che proteggono boschi, e corsi d’acqua, e curano il catasto ambientale, sorvegliano i siti archeologici, hanno basi navali, tutelano la fauna e contrastano il bracconaggio e sono uno dei capisaldi della lotta agli incendi. Senza contare i compiti di investigazione che, afferma non senza orgoglio il Gruppo Equità e Giustizia, «vengono svolti con tecniche, affinate dall’esperienza, che molte istituzioni nazionali e internazionali ci copiano e invidiano».

Come se non bastasse nuove leggi hanno aumentato le competenze degli agenti della forestale, come la vigilanza sui rifiuti, i controlli su stabilimenti balneari e agriturismo, e quelle relative alla protezione civile. Finora si è andati avanti per impegno e responsabilità personale, ma ormai è urgente dicono i dipendenti, provvedere. E intanto si sta acuendo un altro problema, quello del ricambio generazionale.

«Speriamo che la politica ci dica in modo definitivo quali sono le intenzioni sul futuro del Corpo Forestale. Salvaguardarlo equivale a tutelare il futuro dell’intero patrimonio della nostra regione».

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