Dall’etichetta al ministero del Cibo
Sono 5 le proposte dell’associazione, tra cui lo snellimento della burocrazia
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SASSARI
Sono cinque i punti del manifesto che la Coldiretti propone ai candidati in tutta Italia. Una proposta che l’associazione ha fatto anche ai candidati sardi. Ieri a Sassari nella sede della Nuova Sardegna c’erano il Pd, Forza Italia, la Lega Psd’Az, il Progetto Autodeterminatzione. Ci sarebbe dovuto essere anche il Movimento 5 stelle, ma all’ultimo il candidato Ettore Licheri ha dovuto disdire. I cinque punti “a costo zero” del manifesto targato Coldiretti iniziano con quella che l’associazione chiama “la madre di tutte le battaglie”. Coldiretti chiede l’indicazione dell’origine delle materie prime per tutti i prodotti alimentari con l’obbiettivo di dare ai produttori agricoli uno strumento di sviluppo e a tutti i cittadini consumatori la massima garanzia sulla sicurezza alimentare. Il problema, però è che non tutti i Paesi europei sono d’accordo sull’obbligo di etichettatura. Il secondo punto del vademecum è la creazione di un ministero del Cibo, sulla falsariga di quello esistente in Francia: un organo che dovrà sovraintendere alle politiche sull’agroalimentare in Italia, a partire dai produttori per arrivare ai consumatori. La Coldiretti chiede inoltre una revisione della legge Bassanini per snellire gli iter amministrativi e i processi di autorizzazione. Il quarto punto è l’eliminazione del segreto sulle importazioni, anche per garantire una maggiore certezza sulla provenienza dei prodotti. Infine, ultimo punto il via libera alla legge sui reati nel settore agroalimentare, visto che l’attuale normativa in tema di frodi e alterazioni alimentari è ritenuta superata e inadeguata rispetto alla gravità reale dei fenomeni.
Sono cinque i punti del manifesto che la Coldiretti propone ai candidati in tutta Italia. Una proposta che l’associazione ha fatto anche ai candidati sardi. Ieri a Sassari nella sede della Nuova Sardegna c’erano il Pd, Forza Italia, la Lega Psd’Az, il Progetto Autodeterminatzione. Ci sarebbe dovuto essere anche il Movimento 5 stelle, ma all’ultimo il candidato Ettore Licheri ha dovuto disdire. I cinque punti “a costo zero” del manifesto targato Coldiretti iniziano con quella che l’associazione chiama “la madre di tutte le battaglie”. Coldiretti chiede l’indicazione dell’origine delle materie prime per tutti i prodotti alimentari con l’obbiettivo di dare ai produttori agricoli uno strumento di sviluppo e a tutti i cittadini consumatori la massima garanzia sulla sicurezza alimentare. Il problema, però è che non tutti i Paesi europei sono d’accordo sull’obbligo di etichettatura. Il secondo punto del vademecum è la creazione di un ministero del Cibo, sulla falsariga di quello esistente in Francia: un organo che dovrà sovraintendere alle politiche sull’agroalimentare in Italia, a partire dai produttori per arrivare ai consumatori. La Coldiretti chiede inoltre una revisione della legge Bassanini per snellire gli iter amministrativi e i processi di autorizzazione. Il quarto punto è l’eliminazione del segreto sulle importazioni, anche per garantire una maggiore certezza sulla provenienza dei prodotti. Infine, ultimo punto il via libera alla legge sui reati nel settore agroalimentare, visto che l’attuale normativa in tema di frodi e alterazioni alimentari è ritenuta superata e inadeguata rispetto alla gravità reale dei fenomeni.
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