Da Cugini a Macis, appello per LeU
Intellettuali, sindacalisti e politici ex Pci-Ds: una prospettiva vera per la sinistra
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CAGLIARI . Classe 1936, s’è iscritto al Pci ventisei anni dopo, poi consigliere comunale, regionale e parlamentare fino al 1992, eppure Francesco Ciccio Macis questo dubbio l’ha avuto in questi giorni. «Domenica era indeciso se andare a votare. Se non lo avessi fatto, sarebbe stata la mia prima volta. Mi ha salvato Liberi e Uguali – racconta – perché finalmente per la sinistra, quella vera, c’è una prospettiva». L’avvocato cagliaritano è uno dei 26 intellettuali ad aver firmato l’appello a favore della lista capeggiata da Piero Grasso. Insieme a Macis, sindacalisti, giornalisti, docenti universitari, ambientalisti e quasi tutti con un passato a cavallo fra il Pci e i Diesse. I Ds: l’ultimo zoccolo duro dei progressisti prima della fusione a freddo, insieme ai centristi della Margherita, nel Pd. «Ma il Pd di oggi, quello renziano – dice Macis – non può certo votarlo chi crede ancora nella giustizia sociale, nell’uguaglianza, nei diritti conquistati negli anni passati con dure lotte e ora strappati alla gente». Al suo fianco, nel lanciare l’appello, c’è Renato Cugini, ex segretario regionale proprio dei Ds. «Liberi e Uguali – dice – è solo l’inizio di un progetto. Qualsiasi sia il risultato di domenica, dobbiamo impegnarci per riportare in Italia una forza di sinistra che invece manca da troppo tempo. Dobbiamo impegnarci a ricostruire la sinistra su lavoro e solidarietà. Ancora: sulla sanità per tutti e soprattutto sul ridare ai giovani la speranza ai giovani di avere un futuro certo e non precario. Sono questi i capisaldi della nostra democrazia, ma che purtroppo sono stati spazzati via con un colpo di spugna». Con un imputato colpevole ed evidente, per Massimo Dadea, già assessore regionale nella giunta di Renato Soru. «È il Pd, che ha rinunciato al suo ruolo, per trasformarsi in un qualcosa d’indefinito, evanescente, sbiadito e capace persino di scatenare un’ennesima frantumazione. È un mondo invece che, pezzo dopo pezzo, dobbiamo ricostruire fino a raggiungere quest’obiettivo: c’è bisogno di una nuova sinistra moderna e degna nel portare questo nome». Nell’appello c’è scritto anche: «Sostenere Liberi e Uguali è il vero voto utile, per fermare il dilettantismo alle porte delle istituzioni e bloccare l’avanzata di quei movimenti che si richiamano al fascismo». Anche se Dadea non nasconde di essere rimasto sorpreso dall’apertura del presidente Grasso a un possibile governo di larghe intese: «Mi è apparso quantomeno intempestivo, non si può dire sì prima che ci sia un accordo sul programma e poi come si fa a stare allo stesso tavolo con Berlusconi, o con chi, come Renzi, lo ha scimmiottato in questi anni?». Per poi rivelare, uno dopo l’altro, quello a loro manca di più della sinistra. Per Macis la serietà, secondo Cugini «la difesa, oggi tradita dal Pd, dell’idea indispensabile di un’uguaglianza che guarda con grande attenzione alla solidarietà». Infine, Dadea: «Le sane passioni di una volta, ma con Liberi e Uguali può ritornare la fiducia».
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