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Sanna: «Abbanoa non riduca gli organici»

Sanna: «Abbanoa non riduca gli organici»

I timori del sindaco di Sassari sul nuovo piano di ristrutturazione della società: Egas all’oscuro di tutto

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SASSARI. Contrarietà, di fronte alla sola ipotesi di riduzione degli organici, perché «nessun posto di lavoro può essere perduto». E per la mancata informazione preventiva da parte dei vertici di Abbanoa del mega piano di “ristrutturazione” dei dipendenti. Che dovrebbe portare, secondo le parole del direttore generale Sandro Murtas, alla riqualificazione di 207 addetti. E, secondo le paure di molti, a tagli, demansionamenti e trasferimenti di sede.

Abbastanza per convincere il sindaco di Sassari Nicola Sanna a incrociare di nuovo i ferri con Abbanoa e chiedere l’immediato blocco della procedura.

L’occasione è stata la riunione del Comitato istituzionale d'ambito di Egas, che mercoledì audiva i vertici di Abbanoa proprio in merito ai 207 “esuberi” dichiarati della società. Il sindaco di Sassari ha sottolineato la necessità di preservare i posti di lavoro, ponendo l'accento anche sulla mancanza di informazione preventiva ai membri del comitato. «Una scelta di rilevanza strategica, come questa – ha spiegato – avrebbe dovuto essere comunicata dalla società all'Ente di Governo. Egas non era a conoscenza dell'operazione, né al momento della presentazione del Piano di ristrutturazione dell'enorme debito di Abbanoa, né al momento della predisposizione delle tariffe, che sono state elaborate tenendo conto del costo del personale senza alcun esubero».

Sanna ha chiesto che la procedura sia bloccata in attesa dello studio degli scenari di soluzione. «Dovrò rispondere nei prossimi giorni all'interpellanza del consigliere del Comune di Sassari Luca Taras, che chiede chiarimenti in merito. È importante che la trasparenza in questo tipo di operazioni sia garantita e che la stabilità lavorativa tutelata. La rilevanza strategica della proposta Abbanoa – ha concluso – non è inferiore alla strisciante azione di depauperamento del personale collocato nelle sedi periferiche. Un impoverimento che è avvenuto in questi ultimi anni e che ha determinato un'accresciuta inefficienza del Gestore unico nella soluzione di interventi di ordinaria manutenzione come nella corretta e puntuale informazione all'utenza. Servizio che non può essere gestito solo telematicamente e concentrando tutti i servizi in un unico sportello front office». (g.bua)



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