I SINDACi: nicola sanna (Pd)
«Noi siamo quelli dei diritti I migranti sono una risorsa»
di Giovanni Bua
SASSARI. «La qualità di un parlamento si misura dalle persone che ne fanno parte. E la qualità dei candidati che abbiamo in campo, conosciuti e rappresentativi del saper fare, del saper lavorare per...
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. «La qualità di un parlamento si misura dalle persone che ne fanno parte. E la qualità dei candidati che abbiamo in campo, conosciuti e rappresentativi del saper fare, del saper lavorare per il bene comune, non teme confronti». Non si sente assolutamente sconfitto il sindaco di Sassari Nicola Sanna. E anzi è convinto che il suo Pd, e tutta la coalizione di centrosinistra, faranno una «bella sorpresa» a chi è convinto che la partita nell’Isola si giochi solo tra centrodestra e M5S.
«Abbiamo fatto una campagna elettorale senza fronzoli – argomenta Sanna – in cui i candidati hanno messo la faccia, ascoltato le persone, preso nota dei loro problemi, spiegato quali sono le soluzioni che abbiamo messo e metteremo in campo. Non abbiamo portato leader nazionali a parlare per noi, perché nessuno conosce meglio dei nostri candidati le problematiche del territorio. Nessuno può meglio spiegare le battaglie fatte per l’Isola e per il Paese. Abbiamo parlato alla testa e non alla pancia. E sono convinto che questo tipo di lavoro ci premierà».
Una “rincorsa” partita con un handicap importante: «Scontiamo il giudizio sulla prova di governo – spiega il sindaco di Sassari – che è stata durissima. Soprattutto perché abbiamo impegnato i primi anni a rimettere in piedi le macerie che, chi ci ha preceduto, aveva lasciato. Abbiamo impiegato questo tempo a dare vita a riforme incisive e profonde. E reperire finanziamenti che devono ancora iniziare a dare i migliori frutti. In un momento di crisi chi governa paga sempre dazio. Ma noi siamo persone serie, e facciamo le cose che vanno fatte, senza promettere la luna. E senza lasciare nessuno indietro».
A chi accusa il Pd di eccessiva litigiosità: «C’è uno spot che ci paragona a una famiglia. Il padre, riluttante, alla fine si convince a votarci pensando alle cose concrete realizzate. Ma anche capendo che in una famiglia si discute e a volte si litiga, ma poi ci si rimette insieme e si fanno le cose importanti. Siamo rimasti l’unico grande partito dove si dialoga, anche aspramente, ma in maniera chiara. Quando a comandare è uno solo è tutto più semplice, ma anche molto meno vero». Sui temi della campagna elettorale: «Il lavoro è al primo posto. E siamo convinti che la ripartenza sia solo all’inizio. E che molte riforme daranno ora i loro frutti. Ci sono però anche i diritti, per cui sono stati fatti passi avanti storici che altri vorrebbero annullare. Ecco, noi siamo quelli dei diritti, di tutti. Che non spaventano la gente agitando lo spauracchio degli immigrati, ma pensano a come governare un fenomeno storico e trasformarlo in risorsa. Che sanno che il sistema fiscale va reso più equo, ma non sulle spalle dei più deboli. Che sono convinti che l’egoismo e la paura verranno sconfitti da una reale e concreta speranza. Abbiamo tante piccole e grandi cose da continuare a fare. E siamo sicuri che i sardi e gli italiani saranno al nostro fianco».
«Abbiamo fatto una campagna elettorale senza fronzoli – argomenta Sanna – in cui i candidati hanno messo la faccia, ascoltato le persone, preso nota dei loro problemi, spiegato quali sono le soluzioni che abbiamo messo e metteremo in campo. Non abbiamo portato leader nazionali a parlare per noi, perché nessuno conosce meglio dei nostri candidati le problematiche del territorio. Nessuno può meglio spiegare le battaglie fatte per l’Isola e per il Paese. Abbiamo parlato alla testa e non alla pancia. E sono convinto che questo tipo di lavoro ci premierà».
Una “rincorsa” partita con un handicap importante: «Scontiamo il giudizio sulla prova di governo – spiega il sindaco di Sassari – che è stata durissima. Soprattutto perché abbiamo impegnato i primi anni a rimettere in piedi le macerie che, chi ci ha preceduto, aveva lasciato. Abbiamo impiegato questo tempo a dare vita a riforme incisive e profonde. E reperire finanziamenti che devono ancora iniziare a dare i migliori frutti. In un momento di crisi chi governa paga sempre dazio. Ma noi siamo persone serie, e facciamo le cose che vanno fatte, senza promettere la luna. E senza lasciare nessuno indietro».
A chi accusa il Pd di eccessiva litigiosità: «C’è uno spot che ci paragona a una famiglia. Il padre, riluttante, alla fine si convince a votarci pensando alle cose concrete realizzate. Ma anche capendo che in una famiglia si discute e a volte si litiga, ma poi ci si rimette insieme e si fanno le cose importanti. Siamo rimasti l’unico grande partito dove si dialoga, anche aspramente, ma in maniera chiara. Quando a comandare è uno solo è tutto più semplice, ma anche molto meno vero». Sui temi della campagna elettorale: «Il lavoro è al primo posto. E siamo convinti che la ripartenza sia solo all’inizio. E che molte riforme daranno ora i loro frutti. Ci sono però anche i diritti, per cui sono stati fatti passi avanti storici che altri vorrebbero annullare. Ecco, noi siamo quelli dei diritti, di tutti. Che non spaventano la gente agitando lo spauracchio degli immigrati, ma pensano a come governare un fenomeno storico e trasformarlo in risorsa. Che sanno che il sistema fiscale va reso più equo, ma non sulle spalle dei più deboli. Che sono convinti che l’egoismo e la paura verranno sconfitti da una reale e concreta speranza. Abbiamo tante piccole e grandi cose da continuare a fare. E siamo sicuri che i sardi e gli italiani saranno al nostro fianco».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
