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IL CASO - Zio Mario cammina, quindi non voterà

IL CASO - Zio Mario cammina, quindi non voterà

A 96 anni non è abbastanza disabile per ottenere il seggio a casa. L’assessore Sechi: «Non abbiamo personale sanitario»

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CAGLIARI. Il caso di Mario Sciarretta è diventato nazionale, ma questo non basterà a risolvere il suo problema: a novantasei anni le sue condizioni fisiche non gli consentiranno di esercitare il proprio diritto di voto e nessuno, norme alla mano, potrà aiutarlo. Zio Mario in casa si muove con difficoltà ma si muove, quindi per la legge applicata dal medico legale dell’Asl è in grado di andare al seggio. Il coordinatore del servizio Roberto Melis l’ha confermato con una nota trasmessa alla nipote Alessia de Pilla: «La legge relativa al voto domiciliare è molto restrittiva, per permettere l’accesso al diritto di voto ai disabili gravi ed anziani dovrebbe essere modificata». L’unica speranza sarebbe il servizio di trasporto offerto dal Comune, solo che non dà garanzie sufficienti a chi non è autonomo nei movimenti: «Mettiamo a disposizione un mezzo con l’uso eventuale della sedia a rotelle - spiega l’assessore alle politiche sociali, Ferdinando Sechi - ma il Comune non ha personale specializzato. Ad accompagnare ai seggi chi ne ha bisogno sono due impiegate del servizio elettorale, nessun operatore sanitario e nessun infermiere. E se l’Asl dice che non ci sono le condizioni per il voto a casa, non vedo che cos’altro potremmo fare». Il sindaco Massimo Zedda ha risposto prontamente e più volte alle richieste della nipote di zio Mario: c’è il servizio di trasporto, siamo a disposizione. Insomma: sembra che tutti abbiano fatto il proprio dovere, resta il fatto che il quasi centenario Sciarretta non potrà andare alle urne, come avrebbe diritto. «Purtroppo non è l’unico caso - avverte l’assessore Sechi - ci sono altre persone in difficoltà e se non hanno familiari in grado di aiutarle devono rinunciare al voto».

Un passo indietro per capire. Chi non è in grado di camminare può chiedere il voto a casa. La sua condizione però dev’essere gravissima, deve vivere attaccato a un apparecchio elettromedicale o comunque il suo stato deve impedirgli qualsiasi attività esterna alla propria abitazione. Incredibilmente la legge non prevede che l’età avanzata costituisca un handicap sufficiente a giustificare la richiesta, se un uomo si regge in piedi tanto basta perché possa andare al seggio: «Una cosa è muoversi in casa, in pochi metri quadrati, appoggiandosi alle pareti - osserva Alessia de Pilla - un’altra affrontare uno spostamento all’esterno, fare scale, superare barriere architettoniche. Eppure l’Asl ha negato a mio zio anche il diritto di votare in un seggio compatibile, privo di ostacoli fisici. Non discuto la buona fede di nessuno e ringrazio il sindaco Zedda per il suo interessamento, la colpa non è sua e ma di una legge davvero assurda». (m.l)

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