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Salma Ferrari, a processo la banda

Volevano rubare il feretro al cimitero di Modena: in 41 a giudizio

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CAGLIARI. Quindici sono stati rinviati a giudizio e saranno processati a Nuoro, otto hanno chiuso il procedimento penale con il patteggiamento (pene da 4 anni a 3 mesi), mentre in 18 hanno scelto l'abbreviato, in qualche caso condizionato. È quanto deciso dal Gup del Tribunale di Cagliari, Alessandra Angioni, nel processo contro la presunta banda sgominata dalla Direzione distrettuale antimafia che spaziava tra la Sardegna e l'Emilia Romagna, occupandosi oltre che di traffici di droga anche di armi che sarebbero state sottratte all'Esercito prima della demolizione. Tra le accuse anche quella di avere tentato di trafugare la salma di Enzo Ferrari, il fondatore del mitico Cavallino.

La base dell'organizzazione, secondo l'accusa, sarebbe stata Orgosolo e a capo del sodalizio - stando sempre alle ipotesi del procuratore aggiunto Gilberto Ganassi - viene indicato l'orgolese Giovanni Antonio Mereu, noto Caddina, che ha scelto di essere processato con il rito abbreviato.

Tra i piani mandati in fumo dalla Dda all'organizzazione criminale figura anche il progetto di rubare la salma del fondatore della Ferrari, Enzo Ferrari, sepolta al cimitero monumentale di Modena, per poi chiedere un riscatto. Il 18 maggio a Nuoro inizierà il processo per i sedici rinviati a giudizio, mentre il giorno prima, il 17 maggio a Cagliari, proseguirà davanti alla Gup il processo in abbreviato per altri diciotto. In otto, come detto, hanno invece patteggiato.

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