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Sequestro Dall’Orto, Matteo Boe: «Sono innocente»

Luca Urgu
Sequestro Dall’Orto, Matteo Boe: «Sono innocente»

Il legale: Il mio assistito è estraneo alla vicenda e si sottoporrà all’esame del dna. Il caso risale a 30 anni fa. L’ex bandito è indagato insieme ad altri quindici sardi

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NUORO. «Matteo Boe è tranquillo. Ha più volte ribadito, l’ultima in ordine di tempo proprio con me al telefono qualche giorno fa, che non ha nulla da temere. Si sente completamente estraneo alla vicenda che lo vede indagato per sequestro di persona a scopo di estorsione assieme ad altre quindici persone. Proprio per questo mi ha ancora una volta manifestato il suo preciso consenso per il prelievo da parte dell’autorità giudiziaria del suo dna. Profilo genetico tra l’altro già in possesso degli inquirenti che glielo fecero prelevare poco prima che fosse rilasciato alla conclusione della sua lunga detenzione». A parlare da Bologna è l’avvocato Valerio Flocco, il legale molisano che assiste il lulese nella vicenda del sequestro di Silvana Dall’Orto, rapita il 19 ottobre 1988, all’età di 44 anni. Il profilo genetico di Boe – tornato nella sua Lula nel giugno dello scorso anno dopo aver scontato 25 anni di carcere – assieme a quello degli altri indagati dovrà essere comparato nel corso dell’incidente probatorio già iniziato nel Tribunale di Bologna con quello “isolato” in un francobollo, utilizzato a suo tempo per inviare uno dei messaggi dei sequestratori alla famiglia della donna rapita. Il particolare è stato rivelato da uno dei periti del pool, la dottoressa Susi Pelotti dell’università di Bologna, ascoltata due giorni fa, sempre davanti al Gip Rossella Materia.

I consulenti hanno passato al setaccio dell’analisi di laboratorio una consistente serie di reperti, tra i quali una maglietta bianca che i banditi diedero alla vittima la notte della liberazione per ripararsi dal freddo, un borsone, una tuta mimetica, una coperta e un paio di scarpe da ginnastica. Ebbene la dottoressa ha dichiarato di aver trovato un profilo genetico maschile completo sul francobollo, più altri profili genetici misti (sia uomini sia donne) su altri reperti. «Ribadisco che il mio assistito si dichiara estraneo a queste accuse che respinge, forte della convinzione della sua innocenza. La sua disponibilità a collaborare è massima e se l’autorità giudiziaria riterrà opportuno e necessario, come ci sembra capire, procedere alla comparazione del suo profilo biologico con quello che il perito ha isolato in un francobollo da parte nostra non esiste alcuna difficoltà», ha ribadito l’avvocato Valerio Flocco.

La difesa di Matteo Boe (l’uomo è difeso su altre questioni anche dall’avvocato Annarita Mureddu) non si scompone dopo il nuovo colpo di scena, arrivato dall’analisi in laboratorio di un francobollo che ha fornito il risultato più consistente, emerso nell’udienza celebrata a Bologna su uno dei casi più scottanti della cronaca nera reggiana, che ha tenuto banco per anni in tempi in cui i sequestri di persona erano all’ordine del giorno. Questione da alcuni mesi tornata all’attenzione della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo emiliano. Ora con il consenso degli indagati si procederà alla comparazione. Quasi tutti pare – Matteo Boe incluso – hanno dato il loro consenso all’operazione. Le operazioni di analisi di laboratorio effettive, prenderanno il via il 5 aprile. Per assicurare il tempo necessario per gli esiti la prossima udienza è stata aggiornata al 13 giugno.
 

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