Borse di studio, dal Governo undici milioni per l’isola
Rispetto al 2016 sono state stanziate risorse aggiuntive a favore degli atenei Pigliaru: «Premiata la nostra strategia. Ora aumenteranno anche gli importi»
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Iscriversi all’università conviene. Non solo perché i laureati hanno più possibilità di trovare lavoro rispetto ai diplomati ma anche perché studiare negli atenei accademici sardi sta diventando economicamente più conveniente rispetto al passato. Il governo, infatti, ha assegnato alla Sardegna 11milioni e 158mila euro per le borse di studio universitarie del 2017, quasi il 50% in più rispetto al 2016, quando erano stati stanziati per gli atenei sardi 7milioni e 147mila euro. Si tratta di una quota premiale da parte dello Stato per le regioni che investono nel diritto allo studio. Due giorni fa la conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera alla ripartizione dei finanziamenti 2017 del Fis (fondo integrativo statale), che premia il lavoro fatto dalla regione Sardegna, con un investimento importante e strategico sul diritto allo studio.
«L’istruzione, a tutti i livelli, è stata fin dal primo giorno una priorità di questa Giunta – ha detto orgoglioso il presidente della Regione, Francesco Pigliaru – Nel 2014, quando abbiamo iniziato a governare noi, solo il 56% di chi ne aveva diritto otteneva una borsa di studio. Oggi siamo al 100% e possiamo fare ancora meglio». «L’azione che abbiamo portato avanti ha aumentato sistematicamente e in modo molto significativo, in questi anni, le risorse per il diritto allo studio – ha continuato Pigliaru –. Ciò ha portato a un conseguente aumento dello stanziamento statale che, rispetto ai circa 4 milioni concessi all’inizio della nostra legislatura, ora è maggiore di oltre il 170%. I 9 milioni che abbiamo investito nel 2017 sono una cifra importante che sarà ulteriormente incrementata nel 2018 grazie allo stanziamento previsto dal Consiglio regionale e che la porterà a toccare i 13 milioni. Insieme all’azione del governo nazionale, che da una parte premia i comportamenti virtuosi come quelli della Sardegna, e dall’altra aumenta ulteriormente lo stanziamento complessivo, tutto questo ci fa fare enormi passi avanti nel garantire il diritto allo studio universitario permettendoci di consolidare e, anzi, di estendere i buoni risultati già raggiunti». Soddisfatto anche l’assessore della Pubblica Istruzione, Giuseppe Dessena. «È un risultato molto importante che premia il lavoro fatto in questi anni dalla amministrazione per il diritto allo studio, una delle primissime azioni di questa giunta. Le risorse che abbiamo destinato alle borse negli ultimi anni accademici ci hanno permesso di soddisfare la totalità delle richieste degli studenti idonei. E quest’anno abbiamo fatto ulteriori passi in avanti: nel bilancio 2018 ci sono 13 milioni di euro per le borse, con 9 milioni in più rispetto allo scorso anno. Questo consentirà di ampliare la platea degli studenti che beneficeranno della borsa di studio». «Con i tre milioni e mezzo aggiuntivi rispetto al 2016 – aggiunge il consigliere Roberto Deriu, vicecapogruppo del Pd – a disposizione degli studenti sardi ci sono adesso oltre 27 milioni. Abbiamo dunque i mezzi finanziari per intraprendere due strade: una riguarda l’aumento degli importi delle borse, troppo basse rispetto ai parametri nazionali, la seconda concerne invece l’innalzamento della soglia Isee degli aventi diritto alla borsa, la quale va portata al massimo previsto a livello italiano, cioè 23mila euro». (g.z.)
«L’istruzione, a tutti i livelli, è stata fin dal primo giorno una priorità di questa Giunta – ha detto orgoglioso il presidente della Regione, Francesco Pigliaru – Nel 2014, quando abbiamo iniziato a governare noi, solo il 56% di chi ne aveva diritto otteneva una borsa di studio. Oggi siamo al 100% e possiamo fare ancora meglio». «L’azione che abbiamo portato avanti ha aumentato sistematicamente e in modo molto significativo, in questi anni, le risorse per il diritto allo studio – ha continuato Pigliaru –. Ciò ha portato a un conseguente aumento dello stanziamento statale che, rispetto ai circa 4 milioni concessi all’inizio della nostra legislatura, ora è maggiore di oltre il 170%. I 9 milioni che abbiamo investito nel 2017 sono una cifra importante che sarà ulteriormente incrementata nel 2018 grazie allo stanziamento previsto dal Consiglio regionale e che la porterà a toccare i 13 milioni. Insieme all’azione del governo nazionale, che da una parte premia i comportamenti virtuosi come quelli della Sardegna, e dall’altra aumenta ulteriormente lo stanziamento complessivo, tutto questo ci fa fare enormi passi avanti nel garantire il diritto allo studio universitario permettendoci di consolidare e, anzi, di estendere i buoni risultati già raggiunti». Soddisfatto anche l’assessore della Pubblica Istruzione, Giuseppe Dessena. «È un risultato molto importante che premia il lavoro fatto in questi anni dalla amministrazione per il diritto allo studio, una delle primissime azioni di questa giunta. Le risorse che abbiamo destinato alle borse negli ultimi anni accademici ci hanno permesso di soddisfare la totalità delle richieste degli studenti idonei. E quest’anno abbiamo fatto ulteriori passi in avanti: nel bilancio 2018 ci sono 13 milioni di euro per le borse, con 9 milioni in più rispetto allo scorso anno. Questo consentirà di ampliare la platea degli studenti che beneficeranno della borsa di studio». «Con i tre milioni e mezzo aggiuntivi rispetto al 2016 – aggiunge il consigliere Roberto Deriu, vicecapogruppo del Pd – a disposizione degli studenti sardi ci sono adesso oltre 27 milioni. Abbiamo dunque i mezzi finanziari per intraprendere due strade: una riguarda l’aumento degli importi delle borse, troppo basse rispetto ai parametri nazionali, la seconda concerne invece l’innalzamento della soglia Isee degli aventi diritto alla borsa, la quale va portata al massimo previsto a livello italiano, cioè 23mila euro». (g.z.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
