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Mongiu: il Ppr esteso a tutta l’isola

Mongiu: il Ppr esteso a tutta l’isola

Continua la battaglia di intellettuali e ambientalisti contro la legge urbanistica

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CAGLIARI. Processo in contumacia, l’assessore non c’era, per la legge urbanistica bloccata da mesi congelata in Consiglio regionale. Con 4 tavole rotonde e una ventina d’interventi, il tutto organizzato dalle associazioni Lamas, Sardegna soprattutto e Paesaggio Gramsci, il testo firmato da Cristiano Erriu, è stato bocciato senza appello: «Gran parte di quegli articoli vanno riscritti, per cancellare le contraddizioni che ci sono e ripristinare le regole». Che poi sono quelle del Piano paesaggistico del 2006, giunta Soru, su cui Maria Antonietta Mongiu, presidente di Lamas e assessore alla cultura proprio in quegli anni, ha detto: «Il Ppr va esteso a tutta la Sardegna, non solo a tutela delle coste ma anche delle zone interne. È da lì che dobbiamo ripartire per evitare che ci sia anche un minimo spazio per i bonus agli alberghi, i cacciatori di suolo e gli speculatori del cemento». Bisogna ritornare alle regole certe, smetterla con i condoni più o meno mascherati, ha ribadito Paolo Urbani, docente di diritto amministrativo alla Luiss e che ha fatto parte del comitato scientifico del 2016. «Si sta facendo largo un modo di operare che si trascina dietro il degrado della tutela del territorio. Ad esempio anche in questo disegno di legge manca il principio della solidarietà che è invece fondamentale anche quando si parla d’urbanistica». Ancora più diretto è stato l’architetto Alan Batzella, che ha tra l’altro ha firmato un legge alternativa a quella della giunta e presentata in Consiglio da Mdp. «È un testo zeppo di polpette avvelenate – le sue parole – Dietro una cortina di buoni propositi, delegittima nei fatti il concetto di territorio come bene assoluto e giuridico, trasformandolo in un mero supporto fisico da abbandonare invece a interessi patrimoniali ed economici».

Nessuna ha parlato a favore del disegno di legge della Regione, neanche l’ex assessore all’Urbanistica, sempre nella giunta Soru, Gian Valerio Sanna. «Non è per nulla chiaro se la stagione delle deroghe e dei vari Piani casa sia finita oppure no. A me pare che continui, con un’allergia ben chiara alla regole e con vari premi di cubatura concessi anche nella fascia super protetta dei 300 metri». Di fretta e contraddittorietà nelle scelte hanno parlato anche gli ex magistrati Fiorella Pilato e Mauro Mura, mettendo in evidenza come esempio nell’utilizzo degli usi civici, 500mila ettari di terreni in Sardegna, ci siano leggi in contrasto su come va inteso quello che è un bene comune, il paesaggio. Secondo il soprintendente archeologico Fausto Martino, «già in un’altra legge, quella sull’edilizia impugnata dal governo, è evidente una filosofia di fondo contraria al Ppr e quindi c’è chi vorrebbe oggi scardinarlo anche con l’urbanistica». Mentre Tore Sanna, vicepresidente di Federparchi ha aggiunto: «Sarebbe bastato applicarlo anche alle zone interne e poteva essere già fatto in passato, per mettere sotto tutela la Sardegna e a quel punto scegliere in contemporanea quali sarebbero potute essere le strategie per uno sviluppo armonico e sostenibile in ogni Comune». Tempo fa la giunta ha fatto sapere che qualche correzione ci sarà nel ddl, ma Batzella ha lanciato l’allarme. «Attenzione ai colpi di teatro che potrebbero cancellare gli articoli più controversi, ma senza intaccarne la sostanza, ogni possibile deroga ai principi di difesa del suolo è inaccettabile. La legge, va riscritta dall’inizio alla fine». (ua)

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